Makaras Pen

Makaras Pen

2010 (Projekt) | dreampop, alt-rock

Lui si chiama Doug White e a vederlo, paffuto e trasandato, te lo immagini come uno di quei personaggi di contorno di qualche sitcom, il perdigiorno con la lattina di birra in mano che ciondola tra i sonnacchiosi diners di qualche cittadina americana. Senonché, imbracciata la chitarra, Doug si trasforma in quello che a parere di scrive è il migliore interprete dello strumento al momento sulla scena. Uno stile, il suo, che si fa sempre più evoluto e capace di trovare l'equilibrio perfetto tra sogno ed energia, erede e prosecutore della lezione immensa di maestri come Robin Guthrie. o David Roback.

Uno stile maturato nel breve volgere dei due straordinari album prodotti con i suoi Tearwave, e ora raffinato ulteriormente in questo nuovo progetto Makaras Pen, sorto sulle ceneri degli stessi Tearwave. Nuovi compagni (spicca l'intensa vocalist Emma Willis) e immutato spessore per undici canzoni dinamiche e graffianti. Rispetto al recente passato a nome Tearwave, si evidenzia lungo il cammino di questo album un approccio che diviene sempre più corposo e aggressivo, già dall'iniziale "Currents", dolcissima nel suo abbrivio dream-psichedelico e poi travolta nel refrain da un coro di distorsioni sparate a tutta.

E sarà questa la falsariga di tutto l'album, nell'ossequio calligrafico delle dinamiche post-punk, che già caratterizzava la maestria visionaria dei Tearwave, a cui si aggiungono rimandi alternative che arrivano dritti dai migliori indie-90's, in un continuo passaggio tra cullante delicatezza e foga liberatoria. Si susseguono così episodi tra i quali è difficile trovare quello capace di risaltare più degli altri; assenti le vette compositive dei Tearwave (per non dimenticare), a guidare qui Doug e soci è piuttosto una ispirazione che scorre compatta e senza pause, che si rilassa nel chiaro di luna di "What's Really Happening" e nell'incanto acustico di "Spent With You", che si fa carnale e inquieta in "Envy and Lust" (duetto con Jeff Kanfender dei Daysleepers), e che si infuria nella cupissima "Tightrope" (si è mai sentito un pezzo cantato in screaming in un album dream-pop? Adesso sì).

Il tutto guidato dai ricami chitarristici in perpetua mutazione orditi da Doug White, che colorano ogni canzone e ogni attimo di ogni canzone di una luce unica. Qualcosa che va oltre il "valore" delle stesse canzoni e su cui c'è poco da scrivere, o da leggere, ma che va soltanto ascoltato, seguito in ogni suo movimento, assorbito in profondità.

(02/06/2010)

  • Tracklist
1. Currents
2. Promises
3. Sacrifice
4. New Beginnings
5. Falling Deeper
6. What's Really Happening
7. Tightrope
8. Through The Mirror
9. Envy And Lust
10. Spent With You
11. Opus 6
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