Northern Portrait

Criminal Art Lovers

2010 (Matinée) | alt-pop

In realtà, conosco gli Smiths da non molto tempo. Io e Michael eravamo in una band, che si chiamava "Morris", con altri due ragazzi e, che ci crediate o no, non avevamo mai sentito parlare di Morrissey. Ciononostante la gente continuava a ripetere: "Questi ragazzi sono ovviamente influenzati da Morrissey e dal britpop". Così, dopo aver letto il nome degli Smiths nelle recensioni, decidemmo che dovevamo scoprire chi fossero e in realtà non mi piacquero neanche, ascoltavo Frank Sinatra al tempo! Naturalmente ora sono uno dei nostri gruppi preferiti.
(Stefan Larsen, frontman dei Northern Portrait)

Come suonerebbero gli Smiths nel 2010, dopo l'avvento dell'indie-pop? Probabilmente proprio come i Northern Portrait.
A prendere per buone le dichiarazioni del frontman della band, però, la "forte somiglianza" del giovane gruppo danese con la band di Manchester è, ben più che una conscia (e furba) scelta sonora, una vera e propria sorta di fatidica predestinazione.
Scoperti dalla californiana Matinée (la Sarah Records degli anni 2000?), i Northern Portrait sono infine giunti a pubblicare il loro esordio sulla lunga distanza, "Criminal Art Lovers", dopo alcune peripezie e la grande attesa creata dall'uscita, negli anni scorsi, di due appetitosi Ep ("The Fallen Aristocracy" e "Napoleon Sweetheart").

Pur rischiando di innescare l'annoso dibattito su cosa sia derivativo e cosa no, va chiarito fin da subito che dall'estetica morrisseyana la band danese attinge a piene mani. Il cantato composto e insieme coinvolto (e coinvolgente) di Larsen e, spesso, lo stesso timbro vocale, ricalcano (in alcuni casi al limite del plagio: "When Goodness Falls") mood e modi di colui che per molti resta l'icona pop degli anni Ottanta. E, se ciò non bastasse, anche le successioni di accordi in minore e maggiore a incalzarsi, ricalchi tematici di tanto romanticismo pop (valga ad esempio l'assonanza, non solo nel titolo, tra "The Operation Worked But The Patient Died" e "Girlfriend In A Coma") sono fortemente consonanti con il sound della band di Manchester.
Sussistono, fortunatamente, differenze anche palpabili tra i Nostri e gli Smiths: benché non debba essere considerato strettamente un demerito, la costruzione chitarristica dei pezzi presenti su "Criminal Art Lovers" non raggiunge la complessità delle composizioni da Marr, se non in pochi esempi ("When Goodness Falls") e anche la base ritmica è ingentilita rispetto al battito secco, quasi new wave, degli illustri predecessori.

In realtà, come si diceva in premessa, il suono dei Northern Portrait, con il suo riecheggiare pungente e frizzante delle chitarre, il sommesso suono delle tastiere, la batteria metronomica e discreta, è debitore, così come degli Smiths, anche di tutto l'indie-pop dei primi anni Novanta. Senza l'esperienza della Sarah Records e di alcuni esponenti dell'etichetta di Bristol (Sea Urchins, Hit Parade, Another Sunny Day) e, in misura minore, senza band quali gli Housemartins, probabilmente un album come "Criminal Art Lovers" non avrebbe potuto vedere la luce.
Derivativi dunque, senza dubbio.
Ciò che, tuttavia, contraddistingue la giovane band danese dagli innumerevoli tentativi di imitazione degli Smiths (che ne hanno avuti più della Settimana Enigmistica...), oltre a quanto già detto, è la straordinaria capacità di scrivere canzoni brillanti e di immediata presa: così l'accusa di scarsa personalità e originalità cade lentamente via via che si progredisce nell'ascolto del disco e si scoprono pezzi di innegabile nitore pop.

Le semplici scorribande su accordi elementari del singolo "Crazy" (già presente nell'Ep d'esordio), la purezza cristallina della melodia in brani come "New Favourite Moment", ogni singola pennata che pare minuziosamente incasellata in un grandioso mosaico, pur costituito dai soli colori primari ("What Happens Next?"), sono tutti fulgidi esempi di una scioltezza compositiva e di un'ispirazione melodica di assoluto rilievo.
Al punto che il tentativo di analizzare criticamente l'esordio dei danesi si potrebbe ridurre a un accademico esercizio intellettualistico che ruba tempo all'ascolto di "Criminal Art Lovers": al primo squillo della pioggia primaverile di Re, Sol e La di "The Münchausen In Me", diverrà improvvisamente chiaro a chiunque sia in cerca di squisitezze pop che questo scrigno ne è pieno.
Importa davvero poco, così, se e quanto i Northern Portrait siano originali, quanto il loro suono sia puro frutto dell'ispirazione, poiché, come accade per ogni album di grandi canzoni pop sono solo queste che, alla fine, con buona pace dei tromboni della ricerca sonora, contano davvero.

(20/12/2010)

  • Tracklist
  1. The Münchhausen In Me
  2. When Goodness Falls
  3. Crazy
  4. The Operation Worked But The Patient Died
  5. Criminal Art Lovers
  6. Life Returns To Normal
  7. Murder Weapon
  8. What Happens Next?
  9. That's When My Headaches Begin
  10. New Favourite Moment
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