Shannon Stephens

Shannon Stephens (reissue)

2010 (Asthmatic Kitty) | songwriter, country, folk

Chissà se questo disco ci avrebbe mai conquistato, se Shannon Stephens non avesse deciso di riprendere in mano la chitarra un anno fa, a ben nove anni dal suo esordio solista. Si sarebbe accorta comunque l'Asthmatic Kitty della sua allure da classico nascosto? Magari no, e allora ci saremmo persi un piccolo gioiello, rimasto in soffitta tra vecchi vestiti e giocattoli scalcinati, splendente di una luce soffusa ma purtroppo invisibile. L'etichetta che le fa da madrina in questo secondo battesimo non appare casualmente: la Stephens ha iniziato insieme a Sufjan Stevens - col quale non ha legami di parentela - cantando nei Marzuki, band di folk-rock celtico che ebbe ben poca fortuna finanche nel proprio stato, il Michigan. Al loro scioglimento, entrambi procedettero a una carriera solista fortunatissima per uno, più complicata per l'altra.

I membri dei Marzuki contribuirono all'esecuzione e alla produzione del disco e tra questi, ovviamente, Sufjan. La sua mano non è evidente (comunque presenti e sempre azzeccate le orchestrazioni per archi etcetera), poiché "Shannon Stephens" è un album scarno, come l'albero stilizzato in copertina, e vivido allo stesso tempo, come quel cremisi che accende di sangue il tema di spoliazione emotiva del disco. Il calore si spande, da lì, instillando il fascino insieme oscuro e familiare di un viaggio in inesplorate profondità interiori.
Come nell'iniziale, mesmerica "So Gentle Your Arms": si delinea così, a grandi linee, la poetica della cantautrice, che narra di movimenti notturni della mente, di abbracci inconsci tra le lenzuola di amanti immaginari, in una sensualità insieme confortante e sfuggente ("I Don't Want To Go").

E' insomma una ripresa chiaroscurale della tradizione, quella operata dalla Stephens, non a caso citata da nientemeno che Bonnie ‘Prince' Billy in un suo disco ("Lie Down By The Light"), in cui reinterpreta "I'll Be Glad" della Nostra - mentre "Panic" e "Air So Thick" sembrano pezzi del cantautore di Louisville, con la loro ritmica claudicante di suggestioni oltre confine. A volte confrontabile col country-noiresque di Neko Case e Sera Cahoone ("Welcome To New York"), ricordate dalla stupenda voce vellutata di Shannon, la musica di quest'ultima è in realtà sfaccettata senza affettazione, a comporre un ritratto personale sincero e tangibile.
La Nostra mischia neo-folk e tinte jazzy, danzando su melodie impreviste, come in "I Want To Be Your Friend". Si tratta infatti di un disco che non è mai "seduto" su posizioni scontate, pur mantenendo la sua atmosfera, il suo tema di fondo: troviamo ad esempio l'errare meditabondo della stupenda "Army Of 7:00", tra sparuti tocchi di piano e suadenti carezze ritmiche, che trascende nel racconto di viaggio di "Catch The Morning Line", di estroso intuito melodico.

L'Asthmatic Kitty, per questa uscita, aggiunge due bonus track a un disco già generoso, non solo per l'estensione (quindici tracce in questa edizione) ma perché non vi è un canzone che non possa autosostentarsi - a evocare non tanto la trita immagine della "carrellata di singoli", ma quella di un disco in cui ogni canzone è stata plasmata con la grazia e la cura di chi non ha fretta di pubblicare. Guardando alla carriera della Stephens (come già detto, il suo secondo disco apparirà ben nove anni più tardi), si può ben dire in effetti che tale rischio sia scongiurabile con certezza.

Sembra quindi un messaggio sparso per l'etere, una registrazione recuperata tra convulsi fruscii elettromagnetici, il reprise di "Arrows", per voce e archi, che chiude il disco nella sua versione originaria: un sussulto, ormai connaturato al rumore delle cose, che si fa monito a un eterno ricordo.

(20/07/2010)



  • Tracklist
1. So Gentle Your Arms
2. Panic
3. Months
4. I Want To Be Your Friend
5. Deliverance
6. I Don't Want To Go
7. Welcome To New York
8. Air So Thick
9. Army of 7:00
10. Catch The Morning Line
11. Arrows
12. I'll Be Glad
13. Arrows (reprise)

Bonus tracks:

14. My Feeble Heart
15. The Way Relationships End Up
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