The Tallest Man On Earth

Sometimes The Blues Is Just A Passing Bird Ep

2010 (Dead Oceans) | lo-fi folk, songwriter

La truppa dei critici annoiati sta probabilmente scommettendo da qualche tempo sulla data della "svolta elettrica" di Kristian Matsson: sceglierà, magari, un 25 luglio su un palco di Newport? È un interrogativo che ci solletica relativamente, forse ci impaurisce, forse non saremmo tra quelli che quel giorno minacciarono la sommossa, ma certo rimarremmo annichiliti. Perché della svolta elettrica The Tallest Man On Earth non ha decisamente bisogno.
La sua "The Dreamer", seconda traccia di questo Ep registrato in estate sull'onda del successo di "The Wild Hunt" e ora pubblicato in formato digitale dalla Dead Oceans (per la versione fisica bisognerà aspettare il 9 novembre), è la prima traccia incisa dal nostro con una chitarra elettrica. Non è una prova, allo stesso tempo, di una necessità da parte del Nostro di rompere il proprio isolamento e lanciarsi verso più ampi orizzonti: non è che una piccola divagazione (come quella di "Kids On The Run" al pianoforte), un esperimento espressivo di cui a volte si sente anche il bisogno, a dirla tutta.

La sensazione che i suoi pezzi stiano diventando pastiche, riassemblaggi di pezzi precedenti, è a volte soverchiante, nella paura forse che, a forza di insistere sugli stessi stilemi, Matsson possa perdere il lume dell'ispirazione che lo ha accompagnato finora. Prendiamo l'iniziale "Little River", per esempio: l'attacco della title track di "The Wild Hunt", un giro simile a quello di "I Won't Be Found"... Eppure il saliscendi melodioso del ritornello risana la diffidenza iniziale: si instaura di nuovo quella familiarità rassicurante, pare di essere a pochi metri dal palco, o di passeggiare per una avenue di una metropoli americana, col sottofondo di un lontano cantautore di strada.
Emblematica in questo senso la già citata "The Dreamer", nella quale la chitarra elettrica diventa un borbottio rimuginante che, come spesso accade nei pezzi di Matsson, copre anche i riff d'accompagnamento, a volte solo suggeriti. Lo strumento gli permette inoltre una costruzione diversa dal solito, con un ritornello poppeggiante, costelliano.

Il vero asso cantautorale viene però sfoderato in "Like The Wheel", già beniamina del pubblico essendo stata proposta negli ultimi live del tour americano. È in questo pezzo che si comprende finalmente e pienamente che la sua carica emotiva non ha perso un grammo della sua genuinità, il suo tocco di scrittore sempre personale - direttamente comprensibile e insieme poderosamente metaforico ("Oh I wish I was the sparrow in your kid's eye/Like a fly above is summer all day long/On an island in the heart he has to carry/Past the many you have let into your song").
Si conclude con due pezzi dichiaratamente minori (l'arpeggio di "Tangled In This Trampled Wheat" è, questa volta, un chiaro riciclo; più che questo conta il fatto che non si osserva neanche il tentativo di provare qualcosa di nuovo). Resta il fatto che, per il plucking che segue lo "You're so beautiful now" di "Thrown Right At Me", diversi cantautori darebbero l'anima. In effetti, a ogni uscita Kristian Matsson pare aggiungere un certo distacco ai coetanei inseguitori. E lo scollinamento non è poi così lontano.

(15/09/2010)



  • Tracklist
  1. Little River
  2. The Dreamer
  3. Like the Wheel
  4. Tangle in This Trampled Wheat
  5. Thrown Right at Me
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