In The Nursery

Blind Sound

2011 (ITN Corporation) | electro-gothic

Tornano gli In The Nursery in studio: a cinque anni da "Era", esce "Blind Sound". In mezzo, la parentesi dedicata al film sul calvario di Giovanna D'Arco. Per assurdo, l'uscita di una delle band più innovative del mondo oscuro passa quasi inosservata: la preparazione di un album di Cure o Bauhaus ha sempre generato attese spasmodiche e delusioni cocenti, l'unica band che da trent'anni non ha mai riservato delusioni, invece, sembra aver subito in tempi recenti un ingiusto destino di oblio.

Tornano Klive e Nigel Humberstone, dunque, e con loro lo spirito primordiale di "Stormhorse": la paura e l'emozione di fronte a un destino rivelato da una musica in perenne trasformazione; fu bellissimo "Era" nell'esplorare percorsi nuovi, nel suo fondere etereo e lounge in una inedita materia sonora, ma ora gli In The Nursery raggiungono un altro approdo, fondendo l'essenza neoclassica ed eterea della loro arte con il gusto apocalittico dei loro immaginari film. Vite sospese, terminali o iniziali, comunque visionarie.
Lunghe volute di tastiera su cui le note si prolungano all'infinito, grevi e simboliche nel rappresentare i destini umani, segnano l'iniziale "Artisans Of Civilisation", che apre non solo l'album ma gli orizzonti su cui "Blind Sound" si affaccia, e lo fa al ritmo dei timpani e delle loro voci, ferme e marziali. Le useranno, insolitamente, con grande generosità, "relegando" Dolores Marguerite C. a sparuti interventi "angelici". La novità è proprio questa, ed è il segno della volontà di marcare la musica con voci oggi epiche, grevi, con la parte femminile destinata a sottolineare, all'opposto, i momenti più eterei. E' il ritorno di "Stormhorse", si diceva, ed è proprio con la briosa opener e con la seguente "Past Glory" che diviene nuovamente attuale quel sottile incanto turbato che ha segnato un'epoca, aprendo orizzonti a chi volesse duellare con il destino. Una colonna sonora del "post", bellico o sentimentale. Il dopo, il campo dopo una battaglia guardato con gli occhi della misericordia e dell'arrendevolezza.

L'unico spazio dedicato a sonorità della seconda parte della carriera della band ("Engel", "Praxis" su tutti) è l'interludio serafico prima del ritorno alle vette marziali, "Crepuscule" è velluto nelle tastiere e nella voce femminile. Interludio: il momento in cui trarre il massimo respiro e piacere da una prima parte di un'opera in attesa della successiva che qui vede con "Coloured Silence" l'ingresso di un altro musicista epico, qual è Matt Howden. Il violino di Sieben gioca con le tastiere neoclassiche in un brano che ricorda Stoa per l'intima superficie scavata con passione e sensibilità, lo stesso vale per "Crave": l'insieme di tutto, la sinfonia dell'anima. Ora ecco anche Dolores, i rullanti di David Elektrik, Sieben e i due gemelli, che con questa traccia definiscono nuovi orizzonti per cui commuoversi di nuovo nel nome di una musica senza tempo.

(15/06/2011)

  • Tracklist
  1. Artisans Of Civilisation
  2. Past Glory
  3. Blind Sound
  4. Crepuscule
  5. Trial By Error
  6. Coloured Silence
  7. Lectern
  8. Crave
  9. Resonate
  10. Overtone
In The Nursery su OndaRock
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