Luther Blissett

Bloody Sound

2011 (Bloody Sound Fucktory) | post-rock

Luther Blissett è un quartetto bolognese con un disco omonimo all’attivo che - come in un album jazz - propone brani con temi di qualche battuta e quindi improvvisazioni in sequenza (spesso collettive), un album di grande impatto che annovera la terrificante “Testicular Crushing”, “Mi piacciono troppo le mutandine rouge” e la Zu-iana “Oul Dogmatic”.

Il successivo “Bloody Sound” riduce i riferimenti riconoscibili, o li macina in granitiche movenze noise-core. Il groove funk-metal Primus-iano di “Black Train Raising” (introdotto da qualche secondo di cacofonia industriale), che si assottiglia in un sottotesto elettronico e negli stridori del sax, è solo un assaggio. Il vero inizio è “Sonic Broom”, un pamphlet tremebondo che accorcia le distanze con il “Carboniferous” degli Zu: in un tappeto rado di fremiti noise riverberati, si estende un fraseggio marcescente di chitarra, assieme a un agglomerato di rullate, sincopi, spasmi elettronici e basso spappolato (non un vero accompagnamento), in un’instabilità imparentata alla lontana con quella degli Storm & Stress; il tutto si coalizza in un vibrante tsunami finale.

Se alcuni brani pagano l’assenza di una struttura portante da far detonare (come “We Are Powerful Supply For Noise, Progress And Destruction”, che comunque ambisce a incrociare noise a grind-metal e a free-jazz, dando un nuovo paradigma dello zeuhl nipponico), “Fat Elephants Comin’” è l’unico a proporre un ritmo panzer di riff hard-rock e a sfaldarlo con una serie di variazioni progressive, un esercizio di contrappunto estremo che poi s’inceppa come una puntina sul giradischi, il giusto epilogo dell’esaurimento nervoso (la lobotomia). La più amorfa, di contro, è “Grind And Freak”, uno spettro spastico che passa da esplosione frenetica a parentesi elettronica, per lanciarsi in una nuova cavalcata thrash-metal.

Marchingegno, lubrificato da intermezzi di musique concrete come “Mekkanimal II”, che sbanda un po’ nella dimostrazione quando certifica le potenzialità dei singoli. Poi avanza a grandi passi nell’elaborazione incosciente e subcosciente di armonie impossibili, e allora è un’opera magna del noise-jazz italiano, con tutti i suoi eccessi da scavezzacollo quasi-punk. “Yol” alla voce (indemoniato in “Mekkanimal II”, hardcore in “Lamp Song”, registrata live al Lamp Club di Hull, Inghilterra). Masterizzazione di Alessandro Maffei.

 

(20/04/2011)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Black Train Raising
  3. Sonic Broom
  4. We Are Powerful Supply For Noise, Progress And Destruction
  5. Fat Elephants Comin’
  6. Grind And Freak
  7. Mekkanimal II
  8. Staggering
  9. The Lamp Song (Final Video Statement)
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