Eva Mon Amour

Lo Specchio E L'Aspirina

2012 (Ala Bianca) | alt-folk-rock

Gli Eva Mon Amour sono una delle dimostrazioni più lampanti che non è necessario inventarsi nulla di innovativo per essere una band riconoscibile all’istante o quasi, anche nel 2012, con tutte le proposte stilistiche che esistono. Basta, si fa per dire, che il timbro vocale, il tocco melodico, l’impostazione della parte strumentale/ritmica e il modo in cui si raccontano le cose nei testi non siano davvero accostabili a nient’altro di ciò che c’è in giro, e il gioco è fatto. Ovviamente, non è facile ottenere questo risultato, e verrebbe da dire che non è nemmeno giusto utilizzare il verbo “ottenere”, perché, sempre nel momento in cui non si hanno idee nuove da proporre, questi segni distintivi o li hai o non li hai. Quante volte ascoltiamo un brano e ci diciamo “ok, lo conosco ma non mi ricordo esattamente di chi sia”? Ecco, con gli Eva Mon Amour questo non può succedere: ci vogliono pochi secondi per capire subito che una qualsiasi canzone fa parte del repertorio del terzetto romano.

Un altro punto a favore della band è che i tre lavori finora pubblicati non sono ognuno la fotocopia degli altri. Volendo, il passaggio dal suono più pieno e strutturato del debutto “Senza Niente Addosso” a quello crudo e essenziale del secondo album “La Doccia Non È Gratis” può essere visto anche come una scelta forzata dal repentino passaggio dalla formazione a quattro a quella a tre, ma in questo terzo lavoro il percorso evolutivo continua e la lineup, stavolta, è sempre la stessa, quindi è evidente la voglia della band di non ricalcare le cose già fatte, pur mantenendo intatti i segni distintivi di cui sopra.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, che comprendono anche l’Ep “La Malattia Dei Numeri” pubblicato tra il secondo album e questo, ricapitoliamo le caratteristiche che rendono immediatamente riconoscibile il repertorio della band: timbro vocale che bilancia perfettamente ruvidezza e pulizia, melodie facilmente ascoltabili ma di assimilazione un po’ meno immediata, chitarre e sezione ritmica che accompagnano le melodie vocali con grinta e spavalderia, testi che giocano molto sulla descrizione rapida di singole immagini per raccontare una storia più ampia.

Tutto ciò lo ritroviamo anche in queste canzoni nuove e i cambiamenti stanno essenzialmente in un ammorbidimento del suono, dato dall’abbandono quasi totale delle chitarre elettriche in favore di quelle acustiche e dall’aggiunta di linee di tastiera e di armonica a bocca leggere ma importanti in questa rinnovata definizione sonora. Si può parlare di un’impostazione quasi da combat-folk melodico nei momenti in cui le chitarre non abbandonano la grinta e la spavalderia di cui sopra e nemmeno la ritmica smette di essere incalzante, né la voce è meno ruvida che in passato; a brani come questi se ne alternano altri nei quali, invece, è tutto più pacato e questi ultimi sono in numero ben maggiore rispetto alle prove precedenti, nella quali rappresentavano una netta minoranza. Il vantaggio è che così le melodie appaiono meglio valorizzate e viene più naturale ricordarsele in fretta, senza dover ripetere il processo di assimilazione da capo; lo svantaggio è che la diminuzione del grado di corposità del suono porta a percepire un calo nell’intensità emotiva o quantomeno nella forza con cui le sensazioni espresse arrivano all’ascoltatore. Sembrano meno aggressivi e più contemplativi gli Eva Mon Amour, e ovviamente è positiva questa voglia di dare una sfumatura diversa al proprio spettro emozionale, ma mettiamola così: probabilmente i fan della prima ora apprezzeranno moltissimo questo nuovo lavoro, ma difficilmente sarà il loro preferito in assoluto.

A scanso di equivoci, comunque, il modo in cui è stato intrapreso il percorso evolutivo va senz’altro promosso, perché porta a un risultato di buon livello, e qui va citata anche la capacità di limare alcune piccole ingenuità riscontrabili in passato nei testi, che sono sempre stati bellissimi salvo che per alcuni isolati passaggi, mentre qui la continuità qualitativa è totale. Soprattutto, questo disco non chiude la band in un angolo, ma le consente la massima libertà di scelta sulle strade da intraprendere per il futuro e, per una band che sa farsi riconoscere come poche altre, questo aspetto è importantissimo.

(29/12/2012)

  • Tracklist
  1. Si Stava Meglio Prima
  2. Ci Piace
  3. Uno Qualcuno
  4. Pensare Fa Male Alla Pelle
  5. Sei Dove Guardi
  6. Parliamo D'Altro
  7. Nascondigli Per I Cani
  8. Lo Specchio E L'Aspirina
  9. Ti Chiederò Domani
  10. Tutta La Verità Sulla Verità
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