Il compositore e violinista
Eyvind Kang (di origine coreana) è sicuramente una delle figure più insolite del panorama musicale americano. Tanto insolita da aver riletto il "Cantus Circaeus" di Giordano Bruno in "Athlantis", rilasciato nel 2007 dalla Ipecac.
"With Visible Breath (I Am Walking)" esce, invece, per la Ideologic Organ, l'etichetta gestita da
Stephen O' Malley in cooperazione con la Editions Mego. L'opera si apre con i quindici minuti scarsi di "Visible Breath", in cui l'afflato cameristico si scioglie in astrazioni che rimandano all’improvvisata americana dei primi anni Settanta. Lamine di violino e borbottii grotteschi di fiati portano a spasso la composizione in un susseguirsi lento e avvolgente di parabole sonore ipnotiche, che evocano algide disperazioni e che solo verso il finale riescono a guadagnare in cruda consistenza.
Più statica, "Monadology" intesse armonie e disarmonie, mentre "Thick Tarragon" passa da un'ipotesi di valzer onirico ad una lunga epopea dimessa di rifrazioni e sfumature infinitesimali.
Insomma, queste tre composizioni proseguono un discorso musicale sicuramente poco accattivante, tutto giocato su minimalismi narcotici e strutture pericolanti, alla ricerca di un ritualismo tanto geometrico quanto evocativo che, bisogna dirlo, spesso e volentieri si perde nella pura e semplice dimensione del velleitario.