Islet

Illuminated People

2012 (Pias / Self) | avant-rock

Nella contabilità ambientalista che è ormai patrimonio culturale comune, una delle informazioni più emblematiche sulla fragilità del pianeta e sulla nostra difficoltà nell'interpretarne la vita è che il 60% delle specie vegetali e animali è concentrata in sole venticinque aree del globo. In perfetta analogia, l'"isoletta" che dà il nome a questo gruppo di Cardiff è proprio come uno di questi hot spot, se alle specie sostituiamo i generi che vanno per la maggiore nella musica contemporanea.
Immani scrosci psichedelici ("Libra Man"), disadorni bozzetti folk ("We Bow"), falsetti calypso alla Vampire Weekend ("Funicular"), tutto mischiato in quell'unica jam che costituisce il collante non sempre evidente di "Illuminated People", prima avventura in studio della band dopo qualche mini-album pubblicato per i fatti propri.

Al di là degli esperimenti più inaspettati - ma più per il genere esposto che per le soluzioni adottate, il fattore di maggior interesse del disco si ritrova nello spirito garibaldino delle tirate come "What We Done Wrong", una dance-rock alla Wolf Parade, con chitarre suonate come tastiere e viceversa, e il post-punk che si fonde con il noise di "Filia".
Punto fondamentale di "Illuminated People" è anche la libertà concessa in studio alla band che, proprio come in un live, sfrutta l'occasione per espandere i propri pezzi. Così fa col singolo di lancio, la sfuggente e insieme martellante "This Fortune", trainata da un contributo percussivo sempre in primo piano (cosa rara) e dal tono allucinato della frontwoman Emma Daman.

A parte certi episodi già citati ("We Bow" e "Funicular") che forse davvero compromettono la compattezza del disco e l'impressione di una continuità nella proposta degli Islet, le altre divagazioni, che ammiccano anche al post-rock degli Explosions In The Sky in "A Warrior Who Longs To Grow Herbs", hanno una forte impronta, soprattutto nel sound; questa da sola pare essere un buon viatico per la prosecuzione della carriera della band.
Insomma alla base delle esplorazioni degli Islet non vi è capriccio, anche nello scegliere quale moda seguire, ma vera e propria esuberanza creativa, come dimostra il bizzarro pop della bella "Entwined Pines". Data anche la loro fama, un must per la prossima stagione di concerti.





This Fortune

(30/01/2012)



  • Tracklist
  1. Libra Man
  2. This Fortune
  3. Entwined Pines
  4. What We Done Wrong
  5. A Warrior Who Longs To Grow Herbs
  6. We Bow
  7. Filia
  8. Funicular
  9. Shores
  10. A Bear On His Own
Islet su OndaRock
Recensioni

ISLET

Eyelet

(2020 - Fire)
Un coraggioso e ardimentoso ritorno in scena per i gallesi

Islet on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.