JK Flesh - Posthuman

2012 (3by3 / Goodfellas)
metallico industrial

Se la fine del mondo annunciata dai Maya ci fosse stata, gli scenari da “The Day After” avrebbero presentato grandi città industrializzate semi-distrutte e qualche malconcio sopravvissuto che cerca di tirare avanti tra rovine fumanti e carcasse metalliche deflagrate.
Tale caos e il suo post ha una sua degna rappresentazione sonora nel monolite “Posthuman” di JK Flesh, ossia quel genio di Justin K Broadrick già mente dei Godflesh e poi attivo con tanti altri progetti rumoristi e marziali (Ice, God, Sweet Tooth, Final, Techno Animal, primissimi Napalm Death) e personale shoegaze (Jesu).

L'artista ha sviluppato sin da subito un sound chitarristico più che mai riconoscibile, un gioco di effetti tagliente e penetrante che ora si accompagna a dinamiche elettroniche brutali e a una inquietante base ritmica che risulta come un'autentica pressa che schiaccia tutto.
In questo doloroso e “cinematografico” nuovo disco, l'impressione che viene fuori è che a suonare non ci sia un essere umano, ma robot e macchine che hanno preso il sopravvento comandando tutto, sottomettendo l'umanità a un regime tecnologico che non fa sconti a nessuno e che anzi risulta oppressivo e senza possibilità di dialogo.
Anche la voce di Broadrick è un qualcosa di inascoltabile e deviato, come se l'urlo umano fosse stato stato ammutolito da manomissioni e grida di tenenti di acciaio e ferro. 

Ci sarà qualcuno che riuscirà a scamparla? L'ultimo canzone s'intitola “Walk Away”, ma dove è diretta questa fuga ancora non è dato saperlo.
Attendendo il sequel di tale saga, ci si lascia annichilire da questo brutale quanto avvolgente episodio.

Tracklist

  1. Knuckledragger
  2. Idle Hands
  3. Punchdrunk
  4. Devoured
  5. Posthuman
  6. Earthmover
  7. Dogmatic
  8. Underfoot
  9. Walk Away

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