Kathleen Edwards

Voyageur

2012 (MapleMusic) | alt-country-pop, pop-rock

Dove passa Justin Vernon non cresce più nulla? Si riassume forse con questo quesito il ritorno della ragazza prodigio dell'Americana, quella che, a ventiquattro anni (2003), saliva su un Greyhound per registrare al David Letterman. Dopo la rottura su tutti i fronti col compagno di sempre Colin Cripps, Kathleen Edwards ora è partner proprio della stella del cantautorato americano, che ha naturalmente messo le mani nella musica della canadese Edwards, in continuo pendolarismo tra Toronto e il Wisconsin.
Il risultato dividerà il pubblico, probabilmente, ma bisogna rassicurare i fan della Edwards: i tempi del grande "Failer" sono passati. La cantautrice di quel country così onesto da essere invadente, che ti entra in casa mettendo un piede tra la porta e lo stipite, che ti cosparge di fango il tappeto del salotto e si serve dal frigo senza chiedere, ma che non riesci a non salutare con un sorriso, sono finiti. Addirittura il timbro, prima percorso da una sofficemente malinconica vena dekkeriana, è ora levigato e arioso come quello di una diva con gli speroni.

Con tutto questo preambolo, a essere onesti non c'è niente di veramente sgradevole in questo "Voyageur": la produzione di Vernon è impeccabile e spesso salva la compagna dallo scivolare lungo la china del country più melenso ("A Soft Place to Land") e radiofonico ("Change The Sheets", "Sidecar"), attraverso soluzioni di flebile, uggiosa urbanità, che in questo ricordano qualcosa di Doveman, oppure con le rarefazioni corali più care al Gran Barbuto ("House Fully Of Empty Rooms", "Pink Champagne").
Ma non si farebbe giustizia alla cantautrice canadese nel puntare i riflettori sull'apporto del compagno, nonostante tutti evidenzino, a cominciare da lei stessa, che "Voyageur" rappresenti l'apertura di un nuovo percorso (sebbene "non una deviazione completa", giura però Vernon). Ed è proprio in certe facilonerie di troppo della scrittura della Edwards (l'elementare country-pop di "Empty Threat" su tutte), non sempre coperte dalle idee di arrangiamento e produzione (a conferma che il problema non è mai la vetustà di un genere, semmai di un'ispirazione), a rappresentare il vero punto di domanda del disco.

Non mancano ospitate più (Megafaun, Norah Jones) e meno attese (Stornoway), ma il senso di accessorio, in tutto questo, rimane soverchiante, mentre la sostanza di "Voyageur" è il vero refrain di sottofondo: "disco di transizione".

(09/01/2012)



  • Tracklist
  1. Empty Threat
  2. Chameleon/Comedian
  3. A Soft Place To Land
  4. Change The Sheets
  5. House Full Of Empty Rooms
  6. Mint
  7. Sidecar
  8. Pink Champagne
  9. Going To Hell
  10. For The Record

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