Un eclettismo mai ben definito ha caratterizzato i quasi trent'anni di attività musicale di Penelope Houston: le prime escursioni punk-rock'n'roll con gli
Avengers restano ancor oggi il suo miglior biglietto da visita.
Dopo lo scioglimento del gruppo, la Houston ha tradito immediatamente i quattro comandamenti punk, abbracciando un folk grezzo e colorandolo di pop e arrangiamenti orchestrali. Cattura un sorriso riascoltare la voce delicata e leggermente grintosa della cantante americana, nel suo undicesimo album. Resta però solo questa piacevole sensazione di
deja-vu a sorreggere l'ascolto. Penelope Houston aggiorna il suo catalogo di stili, assimilando sensazioni folk-rock alla
Rem e tentazioni pop che citano
Aimee Mann.
Un album che saltella tra un ordinario rock-blues ("You Reel Me In"), ballate
easy listening ("Scrap") e interludi giocosi ("Come Back To The Fountain").
Album leggero e leggermente sbarazzino con alcune cadute di stile, come "Missouri Lounge" e "If You're Willing", e piccole gioie folk come "On Market Street", che per un attimo riagguantano la magia
naif e fiabesca del primo album "BirdBoys".
La sensazione prevalente è di un
revival senza una linea storica precisa - Penelope Houston sembra invero più a suo agio nella nuova veste pop-rock alla Aimee Mann, elaborando due buone canzoni, "Dead Girl" e "Winter Coats" che, insieme al folk barocco di "Meet Me In France", rappresentano dei buoni motivi per accontentare i fan.
Per tutti i curiosi resta solo un album piacevole ma assolutamente dimenticabile.