Simon Llewelyn Evans

Keeper

2012 (self released) | songwriter

Naitauba, isole Fiji. Nella luce del mattino, una farfalla si posa su una foglia di ibisco. Basta allungare un dito per sfiorarla. E fermarsi a contemplare quell’istante come una rivelazione.
Per Simon Llewelyn Evans, l’isola di Naitauba non è un luogo qualsiasi: è l’eremo tropicale dove la sua vita si è trasformata. Sopraffatta dalla bellezza, grazie all’incontro con un maestro di nome Adi Da Samraj. Il nuovo Ep del songwriter australiano, “Keeper”, ha la rarefatta lucentezza di quegli orizzonti incontaminati, e al tempo stesso l’intimità di un monologo notturno. Lo sguardo di chi si accorge del mondo come mai aveva fatto prima.

La nudità acustica dei brani rimanda direttamente alle atmosfere dell’esordio di Evans, “Draw Mountains There”: la stessa leggerezza che l’aveva reso protagonista del primo volume del progetto OndaDrops.
Accanto a lui, si affaccia in un paio di episodi l’accompagnamento discreto della chitarra di Aaron Nakagawa, con cui Evans ha realizzato nel 2010 l’album “Collaborations”. Non c’è da stupirsi, insomma, che tra gli ascolti di Evans ci siano ai primi posti nomi di gente come Elliott Smith, Nick Drake o Eric Bachmann.

Basta una carezza di archi, nell’iniziale “In Light”, per tratteggiare il senso di un amore che si compie nel mistero del suo destino: “In his light, by his grace/ In his blessing, on your face/ In his glance, from those eyes/ And in his dance, with you tonight”. Le note scarne di “Blessed” anticipano un brano destinato al prossimo album di Evans, dando direttamente voce alle parole di Adi Da Samraj.
Parole in cui il soffio del vento si trasfigura in un alito di attesa, una danza capace di purificare l’umanità. E sempre alla figura di Adi Da, scomparso nel 2008, è dedicata anche “Guide”: “quando canto del mio incontro con lui mi sento vulnerabile, non posso nascondermi”, spiega Evans. “È questo il dono che vorrei offrire attraverso le mie canzoni”.

Il segreto, sussurra Evans in “Guide”, è aprire la porta alla grazia, quando si presenta a bussare alla vita. Perché la grazia è come un fuoco capace di rigenerare il cuore: “bisogna lasciarlo bruciare, gettarci dentro ogni cosa, per superare il proprio egoismo e arrendersi al divino”.
Un’eco di armonica, i ricami argentati di Aaron Nakagawa, il controcanto della voce di Caroline Lindsay: non occorre altro, sul commiato di “To Shine”, per illuminare la notte. “I pull in the stones to keep the fire going/ And I throw it all in, so I can begin to shine”.

(22/10/2012)

  • Tracklist
  1. In Light
  2. Guide
  3. Blessed
  4. Leave Your Time
  5. To Shine
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