Spettro Family - La Famiglia Spettro

2012 (Treue Um Treue)
synth-horror movie

Recentemente avvistato in tour con gli psichedelici e fulminati Cannibal Movie, il salernitano Stefano Iannone - unico capofamiglia rimasto di quella progenia infernale della Spettro Family - regala al palcoscenico italiano e mondiale un inatteso e clamoroso colpo di coda di fine 2012, palesando tutti i suoi spettri mentali attraverso il breve album “La famiglia spettro”: un vinile in edizione limitata pubblicato dalla Treue Um Treue, la piccola etichetta indipendente tedesca dalle fosche e oscure tinte gotiche.
“La famiglia spettro” è la perfetta colonna sonora che accompagna un ipotetico film giallo-horror; soundtrack cominciata dapprima con "Strigoi" – in lingua rumena significa "fantasmi" – e proseguita poi con l’ottima audiocassetta “Candelora”, che uscì per la Brave Mysteries.

La scelta dei titoli dei brani non è casuale e rispecchia fedelmente il loro significato: storie tristi e tragiche, di fuoco, fiamme e anime disperate, di sangue e di vampiri.
Le disconnesse e malate note di “Psichiatria Primo Piano” – titolo che in un prossimo futuro potrebbe perfino offrire spunto per il nome di un eventuale progetto musicale parallelo più distorto – si alternano a quelle lacrimevoli e ammalianti che scandiscono le ovattate ed eteree atmosfere di “Aokigahara”: nome altresì famoso poiché tristemente associato alla cosiddetta “Foresta dei suicidi”, sita in Giappone alle pendici del monte Fuji.

Il malinconico romanticismo di “Oltretomba” e “Crit/Aufwiedershen” lascia poi spazio a tonnellate di sonorità cupe, gotico-vampiresche e di disperazione offerte da “Bucuresti” e “Brasov Black Biserică”, rafforzando così il legame della Famiglia Spettro con le lontane terre della Romania – vedi “Strigoi” - e della Transilvania, laddove nelle vicinanze si erge l’imponente e famosa chiesa nera di Brasov, da cui prende il titolo la splendida canzone.
Conclusione: l’album adatto per i sintetici abitanti extraterresti del pianeta Goblin, ma anche per seguaci incalliti di macabre pellicole horror anni Settanta.



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