Crystal Fighters

Cave Rave

2013 (Zirkulo/PIAS) | alt-pop

Il nuovo disco degli Is Tropical vi ha (giustamente) deluso? I Friendly Fires tardano a tornare con nuovo materiale? Nessun problema: forse quello che i Crystal Fighters tengono in serbo potrebbe fare al caso vostro, e regalarvi così quel disco per l'estate che sembrava ancora mancare all'appello. Da ogni elemento di “Cave Rave”, secondo lavoro dello schizoide combo basco-inglese, sprizza infatti una vitalità, una solarità, che lo connette senza alcuna difficoltà ai caldi dell'attuale stagione, e che potrebbe, per parecchi, diventarne l'ideale colonna sonora, l'album giusto da portarsi appresso in vacanza.
In fondo, è davvero dura restare freddi e impassibili all'incontenibile esuberanza del quartetto, spalmata lungo tutto quanto il suo sophomore, davvero impossibile non lasciarsi strappare un sorriso dalla trascinante freschezza di queste dieci canzoni, poco più di mezz'ora di artigianato pop ritemprante come una bibita ghiacciata sotto il solleone. L'alchimia che ne deriva non sarà delle più particolari in circolazione, ma non è poi tutto questo problema: a costo di un pizzico di ruffianeria, i quattro confezionano una serie di possibili “indie-tormentoni” che colpiscono pienamente il bersaglio senza dover arginare particolari scogli: una seconda prova decisamente superata.

Prodotto da Justin Meldal-Johnson (al lavoro quest'anno anche coi Young The Giant e i School Of Seven Bells) in quel di Los Angeles, ma scritto integralmente in suolo basco, “Cave Rave” è un lavoro che attenua in parte la frenesia elettronica del precedente “Star Of Love”, ma non si priva della sua cifra più ballabile, talmente sfacciata da permeare anche i momenti più folk del lotto, humus nel quale la loro proposta ha sin dall'inizio piantato le proprie radici  (“No Man” e “Love Natural”, tra i brani in cui i retaggi tradizionali si stagliano maggiormente).
Di rimando però, anche i costituenti più peculiari del loro sound, i collegamenti diretti al folklore della provincia autonoma (tra cui anche l'uso di strumenti quali txalaparta e txistu) appaiono decisamente ridimensionati.

L'impianto sonoro che ne consegue mantiene quindi sì i presupposti folk, li piega però verso forme che ora abbracciano il temperamento mainstream dei fenomeni power-folk da classifica (i cori di “LA Calling” palesano l'accostamento), ora mirano scopertamente a privilegiare il loro lato più pop, in un melodiare sempre molto facile e leggero, a cui manca giusto un pizzico di fortuna in più per ambire veramente a larghi consensi (alla frizzante “You & I”, singolo di lancio, non serve proprio altro per sfondare anche dalle nostre parti).
E se fanno capolino in scaletta pure lentoni quali “Bridge Of Bones”, a frenare un attimo il passo ma al contempo a suscitare qualche perplessità sulla loro presenza, l'energia profusa nelle rimanenti tracce compensa bene, a tal punto da riuscire a far passare in secondo piano pure deviazioni così discutibili.

Insomma, ancora indecisi su quale disco consumare sotto il sole? Date a “Cave Rave” una chance, potreste rimanere gradevolmente sorpresi.

(30/07/2013)

  • Tracklist
  1. Wave
  2. LA Calling
  3. You & I
  4. Separator
  5. No Man
  6. Bridge Of Bones
  7. Love Natural
  8. Are We One
  9. These Nghts
  10. Everywhere
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