Marsen Jules Trio

Presence Acousmatique

2013 (Oktaf) | modern creative

Già attivo nel 2013 con il colosso micro-ambient di “Endless Change of Colour”, Martin Juhls nello stesso anno dà piena vita anche a un altro dei suoi molteplici progetti, il Marsen Jules Trio con il violinista Anwar Alam e il multistrumentista suo fratello Jan-Philipp Alam, facendolo debuttare a pieno titolo con “Presence Acousmatique”.

Stavolta il compositore gioca di raffinatezza più che di sottrazione, specie in “Histoire de la Nuit” (13:09) in cui si produce soltanto in una bruma misteriosa che circonda i lamenti solitari di piano e violino (e il sax di Roger Döring); quindi l’ambience si fa lamentazione, lo struggimento lambisce vertici universali e deborda nel jazz cosmico (e giustifica la dicitura jazz-oriented del nome adottato). Idem per l’apertura finale di “Eclipse” (9:43), pièce cupa alla Angelo Badalamenti - con tanto di sostrato swing -, stavolta più genericamente sinfonica, a tratti Bruckner-iana.

Meno impegnato, e basato su composizioni più brevi di “Endless”, come anche “Œillet Parfait/Œillet Sauvage” (11:33), mantra glitch "nipponico" e la pièce horror stridente di “Maison en Vitre” (9:52). Juhls approccia la gloriosa prassi del live electronics in un disco cameristico - sèguito dell'Ep "Les Fleurs Variations" (Oktaf, 2011) -, nelle intenzioni piramidale ma in cui spesso si nasconde con neutra timidezza. Non musica acusmatica come da titolo, piuttosto una versione smunta del Boxhead Ensemble, una liquefazione della Penguin Cafe Orchestra.

(28/10/2013)

  • Tracklist
  1. Œillet Parfait/Œillet Sauvage
  2. Histoire de la Nuit
  3. Excalibur
  4. Maison en Vitre
  5. Eclipse
  6. Les Trains Stortent de la Gare
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