Sempre più lontano dagli assalti terroristici del passato (nonostante qualche ultimissimo vagito, comunque poverissimo di idee), Mr. Fernow questa volta si dedica, in tutto e per tutto, ad un suono pulsante e scintillante, in equilibrio tra techno e progressive electronic.
L’esperienza Vatican Shadow (che, en passant, non mi ha mai convinto), ma anche alcune suggestioni dello stesso progetto Prurient, insomma, sembra abbiano persuaso oltremisura il Nostro a percorrere sentieri lungo i quali non mostra di essere propriamente a suo agio. E, allora, eccoci, nell’immediato, alle prese con i diciassette minuti e rotti della title track, con cassa dritta, ambientazioni che dilatano visioni fantascientifiche, grigie luminescenze che agitano sottosuoli cosmici e svolazzi minimal-melodici di synth, il tutto attraverso un artigianato sicuramente di buona fattura, eppure scontato, prevedibilissimo, tanto appariscente quanto sterile. Roba, insomma, da dancefloor dalla bocca buona.
Dopo il piccolo riempitivo di “Terracotta Spine” (vocioni androidi e sommovimenti rumoristici a casaccio, quasi un interludio nostalgico dei bei tempi andati…), il disco si conclude con un altro volo manieristico, “You Show Great Spirit”, in cui la dimensione progressiva diventa preminente, senza aggiungere molto, comunque, in fatto di creatività.
Le speranze di riascoltare qualcosa di consistente dal musicista losangelino si fanno sempre più impalpabili…
25/03/2013
Il feroce dispaccio harsh-noise dalla terra dei tormenti di Fernow
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