She Past Away

Belirdi Gece

2013 (Fabrika Records\Dead Scarlet Records) | darkwave, post-punk

Volkan Caner (chitarra & vocals) Idris Akbulut (basso) nascono in quella terra di transizione tra Europa e Asia che è la Turchia. Si fanno alfieri di uno spaccato post-punk–darkwave che sembra cristallizzato all’epoca dei padri fondatori (Sisters Of Mercy, Joy Division, Bauhaus, oltre a sfumature coldwave finissime), ma riescono facilmente a vincere l’etichetta superficiale della revival band con una grafia musicale delicata e personale, capace di coniugare dentro brevi fotogrammi rovinati, recuperati e poi ritagliuzzati, i ritmi di una danza mortale mai spentasi.

Dopo un primo e assai pregevole Ep nel 2010, “Kasvetli Kutlama”, questo “Belirdi Gece” (“apparsi nella notte” in turco) è un primo quadro completo, “svelato” del progetto che ama nascondersi tra larghe mura scrostate per cantare la malinconia fragile di “Sanri”, figlia dei Cure più minimali ed esistenzialisti, come di un’angoscia soppressa che diviene più densa nella successiva “Rituel”. Qui un’epilettica struttura electro è scavata dentro le vene di un corpo in bilico tra voci rauche e spettrali e fragili danze di specchi, un corpo sintetico goth che ricorda quanto fatto dai compagni di etichetta Lebanon Hanover agli esordi, anche se con una visione forse meno minimal e più emotiva.

Un romanticismo ritrovatosi a dimorare una landa cinerea e sterile, e che nel trittico “Kasvetli Kutlama”-“Ruh”-“Bozbulanık”, provenienti dall’Ep di debutto, mostra fiero i profili di Grauzone, Clan Of Xymox e Daf in una sovrapposizione personale e anticitazionistica, rielaborati dentro involucri nuovi, dentro parole nuove. Un modo di appropriarsi della “tradizione” che porta Volkan e Idris a eccellere nell’epico tramonto al neon della title track, un synth-dark ebbro e teatrale, e nella finale architettura caduca di "İçe Kapanıs", dove possiamo immaginare di assistere al rovinarsi repentino di una realtà sorretta fino ad allora da secche drum machine e brevi chitarre.

Alla fine rimane una visione malinconica, segnata da ritmiche epilettiche e paranoiche, che ci racconta un nuovo anfratto oscuro da scoprire, speriamo che non sfuggano dentro le ombre che si sono così abilmente costruiti attorno.

(23/05/2013)

  • Tracklist
  1. Sanrı / Hallucination        
  2.  Ritüel / Ritual        
  3. Monoton / Monotone        
  4.  Kasvetli Kutlama / Somber Celebration        
  5. İnsanlar / People        
  6.  Belirdi Gece - Musallat / The Night Emerged - Haunt        
  7. Ruh / Spirit
  8.  Kemir Beni / Gnaw At Me
  9. Bozbulanık / Murky Grey        
  10.  İçe Kapanıs / Escape Within
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