Smith Westerns

Soft Will

2013 (Mom + Pop) | candy-pop

Si giunge al terzo disco in carriera quando si è ancora giovani, rilassati e freschi borghesotti dell'inaspettata Chicago, Illinois, famosa nel panorama musicale per essere la culla del dixieland, di quei Benny Goodman e Nat King Cole, di quei "benedetti" dalla mano del diavolo che erano i bluesmen di metà secolo scorso oppure, più recentemente, degli Wilco e degli Smashing Pumpkins
"Soft Will" ripresenta a due anni di distanza l'ex-trio Smith Westerns sulle scene dell'indie-music mondiale, all'interno di quel Nord America che ad onor del vero non propone spessissimo sonorità di questo stampo. I quattro, infatti, attingono molto più dallo charm dei padri fondatori inglesi che dal gonfiore steroideo dei molossi americani, tanto che il suono risulta essere una delle più uniche che rare espressioni americane di musica inglese.

Il tributo ai Beatles è sfacciatamente palese: non v'è segno di rinuncia, men che meno di camuffamento in questi dieci lunghi passi della Chicago indipendente, tanto che quasi tutta la linea vocale è un ghiri-gori di note disegnato da Sir Paul McCartney in persona. D'altronde il glam dei T-Rex compare certamente meno che nel capitolo precedente "Dye It Blonde", un album tutto fumo e niente arrosto.
L'idea è che anche questa volta gli Smith Westerns non siano riusciti a esprimere completamente ciò che serbano nel personale e malinconico sguardo al passato musicale, a tratti trasformando la forte volontà di espressione di vintage revival in pacchiana riproposizione di ciò che già è cristallizzato nella memoria.

Così, ad esempio, la strumentale "XXIII" è la melodia floydiana che qualunque musicista desidererebbe scrivere, quella "The Great Gig In The Sky" che al solo nominarla vengono i brividi e che quindi, per reverenza e rispetto, occorrerebbe evitare di proporre su disco, anche quando in studio di registrazione si ha la folgorazione, la scoperta del giro d'accordi della vita, che per l'appunto è già stato scritto da un altro uomo, un Richard Wright qualunque.
Ma il bene vince sempre e questo lavoro non è merce da buttare in toto: l'introduzione "3AM Spiritual" è una bella rinfrescata estiva beatlesiana con "pastellata" di piano finale alla "Our House" di Crosby, Stills, Nash and Young del capolavoro "Deja-Vù"; e sulla stessa spiaggia si stende il telo di "Idol", con le trame di chitarra a lasciare profumo femminile nel tessuto.
Le idee si muovono anche nella verde Irlanda dei Cranberries di miss Dolores O'Riordan che ospita i mai dimenticati Rem in "Fool Proof" o con la melliflua "White Oath", ballad glam da bacio a prova di mandibola.

In fondo è facile tenere il filo in questo Lp che scorre morbidamente, senza particolari difficoltà e grattacapi. "Only Natural" è forse la migliore espressione e la completa rappresentazione di chi vorrebbero diventare gli Smith Westerns, quei musicisti che scivolano su "Varsity", sulle lacrime di "Best Friend" oppure cadendo dal galoppo di cavalli bianchi in "Cheer Up".
Al terzo lavoro, comunque, pare lecito aspettarsi di più da queste eterne promesse dell'indie che ancora non sono riusciti a guardare al di là della propria casetta nei suburbs e paiono come in attesa di una folgorazione dall'alto che li benedica nell'olimpo del mainstrindie.

(25/06/2013)

  • Tracklist
  1. 3AM Spiritual
  2. Idol
  3. Glossom
  4. XXIII
  5. Fool Proof
  6. White Oath 
  7. Only Natural
  8. Best Friend
  9. Cheer Up
  10. Varsity


Smith Westerns su OndaRock
Recensioni

SMITH WESTERNS

Dye It Blonde

(2011 - Fat Possum)
Il lo-fi garage-glam del quartetto chicagoano

Smith Westerns on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.