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Immaterial Visions

2013 (Cititrax) | shoegaze, minimal synth

Dopo l’interessantissima cassetta - Lp “Always Then” uscita al tramonto dello scorso anno, è giunto per il progetto di Klaus Von Barrel (ora in duo con la sua ragazza, Kat Day) il momento di sviluppare le proprie radici rumorose in una forma matura, in una pelle distorta e lisergica capace di sostenere il carico immaginifico, inquieto, che i lavori precedenti erano riusciti ad anticiparci.

“Immaterial Visions” è un percorso di ombre e luci al neon. Un mondo attraversato da correnti di metallo liquido e da un’atmosfera acida in cui si nascondono pochi barlumi di realtà oggettiva, in favore di allucinazioni malate, di radioattività densa ed epidermica.

La opener “Shadows” è il rituale voodoo di ingresso a questo mondo, immersa in continui riflussi shoegaze dilania la luce attorno a noi, introducendoci in una demolizione totale emotiva, che si sublimerà in “Dayzed” in cui una voce afasica e monotona si piegherà, striscerà e alla fine si nasconderà dietro cumuli di riverberi metallici.

Lo spettro dei My Bloody Valentine progressivamente si va a fondere con ritmiche sempre più secche ed elettroniche, alla ricerca di una forma di movimento organico, meno cacofonico e capace di dare un ordine mentale. È questa la danza meccanica ed evanescente di “I Only See The Lights”, in cui un prisma ottico inonda di luce un caleidoscopio di circuiti nudi: noise chitarristico e drum machine si muovono in un plasma magmatico.

Una trama di luci che nasconde un’inquieta necessità di riflessione, un momento di oscura consapevolezza che si apre con “Lines- Old Life”. Coppia dal gusto chiaramente minimal synth e post-industriale, situata nel cuore dell'Lp, si muove in un incedere mutante e scomposto, filtrato tra manopole rotte e circuiti manomessi alla ricerca di una forma melodica e poetica più sottile che raggiungeranno nella preziosa litania di “Pray To The Light Machine” e “Human”. Parole umane di accorata lentezza e malinconia fanno da contraltare agli spigoli, agli ingranaggi e al frastuono di una realtà in continuo divenire. Come in un corpo di Cronenberg o del Ballard di “Crash”, l’entità umana cerca di fondersi, emotivamente, con la pelle metallica del rumore e del caos, dando vita al piccolo gioiello “For The Day”, moderno pezzo synth-wave immerso in un melodico lo-fi onirico.

“Immaterial Visions” è un affresco distorto per celebrare un romanticismo disperso tra frequenze abbandonate e vecchi sintetizzatori. Amante di una melodia sottile e talvolta rassegnata, attraversa le periferie di un futuro post-nucleare alla ricerca di una visione lisergica fragorosa. Una visione che certamente si allinea bene all’etica retro-futurista della Cititrax, sublabel della Minimal Wave per la quale esce e che ci induce a una strana riflessione, disturbata, contorta, ricca di suggestioni cromatiche e fotografiche, in lento sviluppo nella nostra corteccia cerebrale.

(04/03/2013)

  • Tracklist
  1. Shadows        
  2. Dayzed        
  3. I Only See The Lights        
  4. Lines        
  5. Old Life        
  6. For The Day        
  7. Pray To The Light Machine        
  8. Human
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