Con il suo terzo album in dieci anni di vita, “Circles”, successore di “They Know” e di “Ten Little White Monsters”, il combo dei News For Lulu prosegue con la sua produzione melodica connessa alle tendenze d’oltreoceano. Il suono è adesso saturo come nelle band allargate nordamericane (Broken Social Scene, Arcade Fire, Band Of Horses), e dunque in grado di portare a coerente compimento le intenzioni già presenti nel loro passato prossimo.
Una siffatta impostazione frutta almeno “Spring Burns” e “Your Uniform”, le hit del disco, moderatamente calde e contagiose; “Spring Burns” è facilmente la più memorabile, ma “Your Uniform” vanta comunque il secondo refrain migliore dell’album e - di sicuro - l’arrangiamento più barocco.
Il grosso del disco invece si stabilizza in un’attitudine black un po’ generica. Con il soul-pop di “Follow And Run”, il placido e cristallino trotto di “Into Nowhere”, la variazione corale-gospel di “Grin And Bear It”, il call-and-response alla Jeff Buckley di “Rain”, lo svampito onirismo alla Brian Wilson della title track, e il sing-along di “Flowers Is The Oven”, l’opera perde via via il senso della concisione di note e parole di “Spring Burns”.
A metà disco “New Year’s Eve” spezza la ripetitività accendendo il ritmo, anche se si tratta per lo più di un tipico revival garage-pop.
E’ il più maestoso parto della band pavese, per lentezza di ritmo e perizia d’insieme (sontuosa lavorazione negli Usa di Ben Brodin e Joe Lambert), con una polpa di scaduto, verboso, diseguale antiquariato bubblegum scritto con calcolato stile ed eseguito con indubbio trasporto. “Spring Burns” ha fatto anche da Ep eponimo anticipatore e il suo lato B (la scartata “Alleys”, 6 minuti) è un saliscendi dinamico che vale quasi più dell’album.