NUN - Nun

2014 (Avant!)
synth-wave
Il sole d’Australia non sembra aver toccato questo interessante act di Melbourne che sembra muoversi e vivere solo dentro le ombre degli edifici di cemento di una periferia desolata e tagliata nella pelle da oscurità sempre più profonda.
 
Il suono che evocano negli scantinati di questa realtà distorta è composto da litanie sintetiche distorte, un synth-punk che ama sporcarsi di polveri industriali (“Immersion II”) per poi cadere in febbrili stati di eccitazione. I Nun ballano, si dibattono, cantano odiose ma accattivanti melodie poppy che escono perfette dalla voce dolcemente graffiante della cantante Jenny Branagan; al tempo stesso, brani come “Kino”, “Suppress Electricity” e “Subway” ci svelano un’estetica elegante che si impreziosisce di costruzioni più complesse e posate, portandoci in un immaginario viaggio a spasso tra vecchi cinema, metropolitane, capannoni senza elettricità, abbandonati alla loro malinconia. Qui i sintetizzatori si fanno preponderanti e affiancano la voce in un’elegia cupa, per poi ritirarsi dentro attacchi paranoici e rapidi (“Uri Geller” – “Cronenberg”) e infine confermare la forza emotiva di questo disco nelle finali “Terrormaze” e “In Blood”.
Qui assistiamo alla fusione esemplare della epilettica eccitazione danzante dei nostri con ombre evocative che si innalzano dietro alla drum machine e alla voce di Jenny, circondando e oscurando il mondo attorno a loro, ma senza soffocare la voce, che sembra trafiggere con una luce opaca l’ultimo spiragio di cielo libero.
 
Il debutto del progetto austrialiano si conclude qui, con una voce rarefatta e dimessa, romantica e sensualmente spirituale, facendoci innamorare e ciondolare lentamente.

11/06/2014

Tracklist

  1. 1. Immersion II
  2. 2. Evoke The Sleep
  3. 3. Kino
  4. 4. Suppress Electricity
  5. 5. Subway
  6. 6. Uri Geller
  7. 7. Cronenberg
  8. 8. Lost Souls
  9. 9. Terror Maze
  10. 10. In Blood