Puzzle Muteson - Theatrics

2014 (Bedroom Community)
sad folk
È la sublime gestualità intrinseca nei sentimenti e nella loro espressione, in particolare, a fare da guida al terzo disco di Puzzle Muteson, il misterioso menestrello dell’isola di Wight, nuovamente supportato da Nico Muhly e Valgeir Sigurðsson.
“Theatrics” è, volendo, ancora più intimo e impalpabile, dal punto di vista sonoro, di “En Garde”, già popolato di richiami orchestrali e di uno spirito meno tormentato: qui la musica di Puzzle Muteson si fa chiaroscurale e quasi più drammatica che malinconica, sulla scorta di fughe pianistiche (“In Circles”) o di arrangiamenti più solenni (“Winters Hold”).

La caratteristica voce del giovane cantautore, tremula e vagamente Jonsi-ana, ne risulta esaltata, così come il contenuto del disco meno costruito, basato su un minimalismo velato di elettronica che ricorda parecchio l’ultima Chantal Acda (“We Are We Own”). Quest'ultima compare a sua volta in "By Night". 
Ed è un rinnovato dinamismo dei brani (“River Woman”) a dare il senso di tormento interiore che accende soluzioni armoniche e melodiche non proprio nuovissime per Puzzle Muteson (la pur bella “Bells).

Da segnalare una cover di “True Faith” dei New Order, che si connette con grazia al fragile stato sentimentale del disco: “I used to think that the day would never come/ That my life would depend on the morning sun...”, che culmina nello smarrimento urbano Bartlett-iano di “City Teeth” e nel crescendo elettronico della conclusiva “Chair”, improvviso apice emotivo di un disco a tratti emozionante ma anche non sempre esaltante sul piano della scrittura.

Tracklist

  1. We Are, We Own
  2. In Circles
  3. Bells
  4. River Women
  5. Into & Opened
  6. City Teeth
  7. By Night
  8. Winters Hold
  9. Belly
  10. True Faith
  11. Chair

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