Talvihorros

Eaten Alive

2014 (Denovali) | synth-ambient, star-gaze

Ben Chatwin sa bene cosa significa fare le cose in grande sfiorando con mano la perfezione. Il suo vertice, in questo senso, l'ha raggiunto tre anni fa e vien difficile credere che in un mondo sonoro emotivo quanto non particolarmente esteso come il suo, possa mai riuscire a produrre qualcosa in grado anche solo di eguagliare la favola di “Music In Four Movements”.
Quel 2012 per lui era stato un autentico anno d'oro: il passaggio di fuoco Hibernate-Denovali, il capolavoro, un predecessore distante pochi mesi e altrettanto valido come “Descending Into Delta”, l'evoluzione da act di pura synth-music a ben più complesso e sofisticato soundsystem. Una consacrazione veloce quanto lodevole sotto ogni punto di vista.

Non che le cose siano cambiate nei due anni a venire: mantenendo una media di un disco ogni dodici mesi circa, ha sfornato un paio di lavori buoni ma non eccelsi, a cui si aggiunge oggi “Eaten Alive”, e fatto di Denovali una dimora semi-fissa. Una carriera affermata è quella che lo ha condotto a incontrare Mr. Fluid Radio Daniel Crossley ed elaborare assieme a lui tutta una serie di idee che sarebbero poi confluite nel fare di questo nuovo lavoro il più introverso e nichilista della saga Talvihorros. Così, a muovere le esplorazioni nelle profondità emotive di questi otto imponenti strumentali sono parole-chiave come isolazionismo, abuso e dipendenza.

Fantasmi che la chitarra di Crossley – il vero unico elemento aggiunto rispetto al passato – cerca di esorcizzare muovendosi carponi fra le tessiture sintetiche di Chatwin, che abbandonano quasi ovunque l'imponenza e i crescendo del passato per farsi minute e ombrose, quasi silenziose. Che il trattamento di sottrazione possa giovare al soundscape dell'act è l'impressione trasmessa da quella “The Secrets Of The Sky” lanciata come primo estratto in presentazione del disco: un carillon notturno che guarda dalle parti di Michael Amerlan e prende in prestito più di qualcosa dagli eredi della Berlin School. Nella desolazione a base di distorsioni chitarristiche e gocce di piano elettrico dell'opener “Little Pieces Of Discarded Life” sta invece concentrato il clima predominante del disco nella sua resa atmosferica migliore.

Già a partire dal tumulto sotterraneo di “Four Walls”, però, la capacità di presa sembra ridursi: non basta la perfezione tecnica a dare colore alle ambientazioni e la mancanza si ripresenta medesima pure nell'ambizioso dub fangoso di “In The Belly Of The Beast” e nella passeggiata dark di “Dyspnea”. Per quanto chiaramente percepibile, la negatività dietro questi episodi finisce per minarne l'efficacia atmosferica, tanto che tocca alla terra promessa post-rock di “Objectum” - quasi un omaggio agli Hammock - e al ritorno agli arpeggiatori analogici degli esordi di “Becoming Mechanical” il ruolo di autentici rifugi dalle opprimenti tenebre. “Today I Am Reborn” è già dal titolo un grido liberatorio, un crescendo che ricorda le monumentali costruzioni di qualche anno fa con quel velo di nostalgia che l'intero album sembra trasudare dalla sua perfetta imperfezione.

(19/02/2014)

  • Tracklist
  1. Little Pieces Of Discarded Life
  2. Four Walls
  3. In The Belly Of The Beast
  4. Objectum
  5. Dyspnea
  6. The Secrets Of The Sky
  7. Becoming Mechanical
  8. Today I Am Reborn


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