Alma

Alma

2015 (Fierce Panda) | post-rock, chamber

Ancora piacevoli divagazioni post-rock. Questa volta ad opera di un duo londinese, che predilige toni cinematici, descrittivi, quasi affini ai migliori Sigur Ros. Pete Lambrou e Ciaran Morahan, ovvero gli Alma, non fanno nulla per nascondere le loro fonti d’ispirazione, non si preoccupano eccessivamente dei potenziali deja-vu, tengono costantemente sotto controllo il livello emotivo delle loro escursioni timbriche, iniettando ambient-music e pop in egual misura, dando così vita a un equilibrio sonoro avvincente.
Non è un caso che il nome derivi dalla sigla del più grande radiotelescopio del mondo, situato nel deserto di Atacama in Cile (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array): le sette tracce di questo mini-album hanno infatti il sapore di un breve ma intenso viaggio nel cosmo, dove la contemplazione della bellezza e il respiro breve dell’emozione divengono musica.

Le sette tracce sono l’elogio della calma, del movimento lieve, gli Alma, quasi alla maniera di Keaton Henson, sfiorano spesso la poesia e l’arte del racconto per immagini, mentre la singolare tecnica del chitarrista Ciaran Morahan (una bacchetta di legno usata come arco) dona inattese soluzioni strumentali, quasi oniriche.
Quelle che non mancano nel progetto Alma sono le canzoni: “The Great Escape” è esemplare nella sua crescente tensione armonica e lirica, che prima il piano e la voce e poi flussi simil-orchestrali spingono verso l’epica.
L’album è un susseguirsi di atmosfere vellutate e raffinate come “The Gardener”, o di serene e gentili partiture dream-folk come l’eterea “If You Believe You Were An Island”; la tensione creativa è palpabile anche quando tutto sembra più ipnotico e surreale, come nella conclusiva “While Nothing”, che tradisce ambizioni neoclassiche.

Tutto ha una ragion d’essere nella musica degli Alma, che sia un accordo quasi familiare di chitarra in chiave dream-pop o un angelico timbro di voce (“To The Stars”), ma anche un cupo e solenne incedere lirico che somigli a un bozzetto incompleto e fugace (”Alma)”.
Esordio maturo e ricco, l'esordio del duo londinese è più di una promessa, se tutto questo avrà un seguito altrettanto suggestivo non è dato saperlo, ma rinunciare al fascino e al piacere non solo epidermico di queste sette tracce è un vero delitto.

(14/01/2016)



  • Tracklist
  1. Cosmonaut
  2. The Great Escape
  3. The Gardener
  4. If You Believe You Were An Island
  5. To The Stars
  6. Alma
  7. While Nothing




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