Baba Commandant & The Mandingo Band

Juguya

2015 (Sublime Frequencies) | afrobeat

Nella controversa e irrisolvibile questione sulla (ri)definizione di tradizionale e tradizionalismo la Sublime Frequencies ha giocato in questi ultimi anni un ruolo non indifferente - per quanto spesso sull'orlo del barely legal. Dal Vietnam all'Iraq, gli illuminati di Seattle hanno tirato fuori una mole di produzioni estremamente eterogenee sul piano della provenienza ma che informavano tutte l'ascoltatore di un fatto cruciale: ossia che il concetto di "tradizione" è una costruzione relativa e che esiste esclusivamente nelle orecchie e nelle ideologie di chi ascolta, piuttosto che nella musica in sé. Nel corso dell'ultimo biennio l'etichetta ha leggermente ricalibrato il suo tiro, puntando progressivamente su produzioni inedite invece che sul materiale d'archivio come c'aveva abituato, esprimendo in maniera sensibilmente diversa le sue istanze concettuali, che fioriscono ora in questa novantasettesima uscita in catalogo.

"Juguya" è il primo full length di Baba Commandant, all'anagrafe Mamadou Sanou, personaggio dalla contorta biografia - ballerino di formazione in seguito prestato alla musica, contraddistinto da una profonda coscienza politica e culturale. Dopo aver girato stili differenti, con la Mandingo Band Baba Commandant si è concentrato su una delle forme musicali d'Africa contaminate per definizione nonché internazionalmente riconosciute: l'afrobeat.
Commandant e la sua band, però, non si limitano a mettere in scena un altro, l'ennesimo, ossequio allo stimatissimo lascito di Fela Kuti e King Sunny Adé, ma mantengono un forte approccio personale che congiunge la loro musica, da una parte con l'eccentricità performativa di Sanou, dall'altra con la psichedelia chitarristica che rientra dalla finestra, pur con un apporto ben più discreto di quanto si sente di questi tempi, ad esempio, più a nord dopo l'exploit della formula Tinariwen.

Al di là della crosta superficialmente liquidabile come "afro-whatever", quindi, quello che si sente tra le otto tracce di "Juguya" è tutto meno che semplice e univoco. Baba Commandant, alla voce e al ngoni, è indubbiamente il centro di ogni brano ("Folon" ne è l'esempio pervasivo supremo), gli ottoni sono spesso e volentieri spinti indietro dalle percussioni e dai riff, dando con questo un'impronta marcatamente più "rock" rispetto ai tentacoli funky tipici più usuali del genere, tutto questo senza dimenticare però il groove, che riemerge a sorpresa con episodi raffinati come la splendida "Ntijiguimorola" o nell'ambience di "I Kanafo".

"Juguya" brilla di una luce tutta sua, portando l'afrobeat, inteso a mo' di sommaria ma non meno necessaria referenza, su coordinate altamente personali e centrifugate fino a far venir fuori una formula eterodossa, snella e coinvolgente.
La SF colpisce ancora, insomma, con Baba Commandant destinato a diventare indubbiamente un nuovo nome caldo anche al di qua del Mediterraneo, sperando vivamente che nella transizione non si perda lo spirito libero e "proto-punk" che alberga implicitamente tra le corde di questo "Juguya".

(08/09/2015)

  • Tracklist
  1. Tilé
  2. Djanfa
  3. Waso
  4. Folon
  5. Ntijiguimorola
  6. I Kanafo
  7. Siguisso
  8. Juguya
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