Health

Death Magic

2015 (Fiction/Caroline) | electro-noise

I californiani Health, ai quali piace scrivere il proprio nome e i titoli delle canzoni in caps lock, nei loro dischi inediti hanno sempre dondolato tra noise, sperimentalismo ed elettronica, con risultati che nel complesso sono sicuramente più fruibili rispetto a quanto di solito avviene nei contesti di cui sopra; ogni album è stato poi sempre seguito da raccolte di remix nelle quali le canzoni venivano riproposte su tonalità meno spinte e più rivolte al lato electro. Il quartetto non si è fatto mancare nemmeno colonne sonore per videogame, nelle quali si è concentrato solo sull’aspetto sonoro, senza confezionare vere e proprie canzoni.

Per questo terzo lavoro, la band sembra aver voluto ricercare una maggior coesione tra le diverse anime, inserendo nel contempo una componente melodica di ascolto decisamente più facile rispetto al passato e una struttura compositiva più vicina a quella della canzone tradizionale. Conseguenza di tutto ciò è che in queste dodici tracce c’è un equilibrio molto particolare tra impatto sonoro e immediatezza complessiva. È difficile, di solito, apprezzare al primo ascolto un disco che si presenta con un suono da un lato complesso e stratificato, dall’altro molto pesante e cupo, però qui questo elemento è bilanciato da melodie decisamente aperte e da una certa rotondità d’insieme. Caratteristiche che potrebbero risultare destabilizzanti vengono in realtà lavorate in modo che sia facile apprezzarle subito, per un risultato sicuramente difficile da catalogare in un qualunque contesto.

Piace poi l’alto tasso di varietà presente nel disco, con ogni canzone che ha una propria caratteristica base diversa da quella di tutte le altre. Può essere anche semplicemente la linearità, come in “Stonefist”, posta quasi all’inizio, in modo da far ambientare l’ascoltatore con ancor più facilità; quasi tutte le altre canzoni hanno una natura più multiforme, come “Men Today”, prima elettrica e nervosa, poi rarefatta e infine con il primo aspetto che si ripropone ma con meno forza rispetto all’inizio, oppure come “Flesh World”, che dapprima mette il ritmo in primo piano, poi arricchisce il suono, poi alterna momenti di calma a altri con tutti gli elementi a pieno regime.
In generale, ci sono sempre un timbro vocale consistente e al contempo freddo, quasi robotico, e arrangiamenti nei quali i diversi strati si compenetrano, inclusa la parte ritmica, e nei quali l’intervento delle chitarre è perfettamente armonico con l’elettronica dominante, anche perché tutto è improntato a una sensazione di ansiogena claustrofobia hi-tech. Ci sono anche momenti un po’ più ariosi, ma nemmeno troppo, come il ritornello di “Dark Enough” e tutta “Life”.

“Death Magic” è un disco la cui costruzione sonora è sempre complessa e dinamica, ma a loro modo le canzoni sono dirette e senza fronzoli. La band è riuscita a prendere una serie di riferimenti che di solito portano ad ascolti difficili e a metterli insieme creando invece un risultato immediato e intrigante. Forte personalità, buona qualità e interesse che non cala anche dopo numerosi ascolti: gli Health sono promossi su tutti gli aspetti e il loro percorso merita sempre più di essere seguito.

(18/08/2015)

  • Tracklist
  1. Victim
  2. Stonefist
  3. Men Today
  4. Flesh World (UK)
  5. Courtship II
  6. Dark Enough
  7. Life
  8. Salvia
  9. New Coke
  10. L.A. Looks
  11. Hurt Yourself
  12. Drugs Exist
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