Napalm Death

Apex Predator - Easy Meat

2015 (Century Media) | deathgrind

Meglio essere subito chiari: gli unici Napalm Death che davvero contano, gli unici che saranno ricordati negli annali delle musiche estreme (e non solo) sono quelli dei primi due dischi: “Scum” e “From Enslavement To Obliteration”. Tutti gli “altri” (impegnati a declinare un verbo grind sempre più orientato su trame death) li lascio volentieri ai fan a oltranza della formazione inglese.

Da tempo, infatti, Shane Embury e soci sono sostanzialmente interessati a non scontentare i loro affezionati seguaci, senza dare scossoni veramente significativi in fatto di creatività. Così, nel solco del precedente “Utilitarian”, “Apex Predator – Easy Meat”, dopo aver aperto il sipario con un oscuro rituale memore dei Killing Joke, esplode nelle orecchie con la violentissima deflagrazione grind di “Smash a Single Digit”, cadenzando, quindi, un poderoso hardcore (“Metaphorically Screw You”) e spingendo sul groove con una “How the Years Condemn” che non manca di fare leva su dissonanze e piglio barricadero.

Con il solito Russ Russell in cabina di regia, il disco è imperniato su una produzione priva di sbavature, per cui ecco il solito suono perfetto capace di far risaltare ogni singolo brandello di brutalità, dai tracciati spigolosi di “Timeless Flogging” ai picchi nevrastenici di “Cesspits” e “Beyond The Pale”, dalle sfuriate più scopertamente grind di “Stunt Your Growth” alle tonalità solenni di “Hierarchies” e “Adversarial/Copulating Snakes”, passando per una “Dear Slum Landlord” che fa rifiatare un attimo, pur se con torride movenze Godflesh. Ma è una brutalità che, per chi è abituato a masticare roba estrema, senza fermarsi alla superficie e alle apparenze, finisce per risultare a tratti anche stucchevole, tanto che mi sento di prendere per buone le parole del cantante Mark "Barney" Greenway: “Alcuni dei suoni che usiamo sono deliberatamente 'progettati' per infastidire la gente, non c'è dubbio”. Ecco: un certo fastidio...

(11/02/2015)

  • Tracklist
  1. Apex Predator - Easy Meat
  2. Smash A Single Digit
  3. Metaphorically Screw You
  4. How The Years Condemn
  5. Stubborn Stains
  6. Timeless Flogging
  7. Dear Slum Landlord...
  8. Cesspits
  9. Bloodless Coup
  10. Beyond The Pale
  11. Stunt Your Growth
  12. Hierarchies
  13. One-Eyed
  14. Adversarial/Copulating Snakes
Napalm Death su OndaRock
Recensioni

NAPALM DEATH

Time Waits For No Slave

(2009 - Century Media)
Tredicesimo album in studio per gli alfieri del grindcore

NAPALM DEATH

Scum

(1987 - Earache)
Il disco che definì una volta per tutte i caratteri essenziali del grindcore



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.