Walden Waltz

Eleven Sons

2015 (Santeria) | psych-folk

Gli aretini Walden Waltz debuttano con il singolo “Looking Down” (2012), già un bell'esempio della loro spontaneità, una cantata folk con armonie vocali immacolate alla Simon & Garfunkel e svarione swingante-percussivo.
Dopo una discreta pausa e una lunga lavorazione esce “Eleven Sons”, il loro primo disco lungo. Sembra di sentire un possibile revival definitivo dell’era hippy, un’opera che attizzerebbe forse anche David Crosby.

La loro attitudine migliore sta spesso nel sabotare l’arrangiamento da camera con i toni suadenti delle tastiere acustiche e i toni sci-fi delle tastiere elettroniche. Così lo stomp di “So They Say”, ma è ancora niente rispetto al galop per mandola e harmonium che prende giri apocalittici in “A And D”, o la prima parte di “Feed Your Ignorance”, che riecheggia i tardi Mercury Rev, ma più nevrotici e spaziali, con fanfare ipnotiche, grandiose e comiche.

Le strutture più arzigogolate e ariose vengono più avanti, nella linea d’organo fantasma che in “How Long” dischiude una sarabanda minimalista e flauto distante, e nel folk progressivo che in “You’ll Be Home” accarezza vagiti di voci e percussioni marziane.
“My Old Friend” ha un connubio curioso tra robotico e operistico, in una serenata funebre che impasta ottoni, archi e tastiere. “Tyger”, un’eccentricità dopo l’altra, è però passatismo vintage ancor più originale. Nel breve strumentale “Everywhere”, poi, si dimostrano anche abili effettisti di soundscape di echi (il lato sperimentale dello spettro).

Una realtà che, a seconda dal punto di vista, appare come il frutto della coppia Matteo Cassi-Simone Lanari, le due menti, oppure un quintetto con l’aggiunta di Giovanni Fabiani, Andrea Guerrini e Filippo Manfredi Giusti, oppure una piccola comune che comprende piano, fiati (anche didgeridoo), archi e cori. E' un album più di momenti che di canzoni, miraggi di una civiltà estinta raccontati da un filosofo postmoderno, che ha qualche punto di fiacca - spesso le voci - e la sana ambizione di non badare a spese d’orchestrazione nelle rifiniture. Coppia d'assi (lisergici) con i compaesani Sycamore Age.

(29/06/2015)

  • Tracklist
  1. So They Say
  2. Feed Your Ignorance
  3. Move Ahead
  4. A And D
  5. How Long
  6. You’ll Be Home
  7. Tyger
  8. Everywhere
  9. My Old Friend
  10. Dithyramb
  11. The Fair And The Hermit
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