Seguono ormai l’onda lunga dello psych-pop West Coast gli Allah-Las, forse già in ritardo all’esordio, figuriamoci ora. “Calico Review” ne condensa le pose, fossilizzandole in un’attitudine di fondo che è forse l’unico collante di questa collezione di brani noiosi e annoiati, sbocconcellati piuttosto che eseguiti per l’ascoltatore.
Sembra decisamente svanita la coolness dei tempi andati, nel gruppo e nel loro intorno, per cui i brani di stanco revivalismo sixties del disco faranno fatica a sopravvivere nel duro mondo della musica attuale, per il quale l’estetica apatica degli Allah-Las suona già obsoleta – figuriamoci poi se l’ispirazione latita.
Sicuramente un merito di un disco annacquato e futile come “Calico Review” è quello di suggerire l’ascolto di un capolavoro come “Emergency Third Rail“. Altro non è onestamente possibile concedergli.
22/09/2016
Una trama di ipertesti in un disco in cui il passato affiora ovunque
Secondo lavoro per il collettivo di Montréal in un calcolato caos musicale
L'ex Hype Williams trasforma l'errore in metodo e sfiora il rumore catartico
Giunge dall'Indonesia una delle migliori proposte soul dell'anno
L'ottavo disco della popstar americana, tra rinnovate prese di coscienza e nuovi tentativi di fuga
Un rituale sabbatico, un folk destrutturato, l'apocalisse
Il disco che consacra la formazione galiziana tra i migliori interpreti shoegaze
La musica di cui ha bisogno l’America nell'era di Donald Trump