Kotiomkin

Squartami Tutta (Black Emanuelle Goes To Hell)

2016 (Zeder Dischi) | soundtrack, stoner

La riscoperta del cinema di genere italiano degli anni 70 - sia esso poliziottesco, spaghetti western o horror - e di conseguenza delle sue straordinarie colonne sonore di musicisti quali i maestri Ennio Morricone e Franco Micalizzi, i Goblin, gli Osanna e molti altri, inizia paradossalmente negli Stati Uniti grazie ai successi e alle citazioni di Quentin Tarantino. Negli ultimi anni sono stati i Calibro 35 a rinfrescare la memoria di quella fantastica stagione artistica, di un cinema perennemente in bilico tra arte e trash, tra sublimazione e volgarità, in continua oscillazione tra alto e basso.

A celebrare e onorare quelli che erano chiamati B-movie troviamo anche gli abruzzesi Kotiomkin, trio composto da Enzo P. Zeder (basso), Davide Di Biagio (chitarra) e Gianni Narcisi (batteria), che già nel 2014 esordiscono con l'album dal titolo emblematico "Maciste nell'inferno dei morti viventi". La differenza fondamentale con i Calibro 35 - che propongono citazioni maggiormente calligrafiche e più simili alle originali colonne sonore poliziottesche dell'epoca - sta nella scelta dei Kotiomkin di cimentarsi in una versione stoner, dura e compatta delle musiche del cinema meno convenzionale italiano. I Kotiomkin non guardano in particolare al poliziottesco ma a quei generi ancor più di nicchia, che vanno dall'erotico-thriller di Joe D'Amato (regista cui è dedicato l'album), ai sottogeneri più estremi quali cannibal, world o sexploitation, fino anche alla più nota commedia; il tutto con una violenza di suoni sconosciuta ai B-movie italiani.

Il titolo e la copertina ci mostrano Emanuelle nera, la protagonista di una decina film, quasi tutti realizzati da Joe D'Amato. La ritroviamo nel brano dai ritmi forsennati - "Emanuelle: fotoreporter disinibita" - che inizia con un dialogo tratto da uno dei film in cui Emanuelle si presenta come donna libera e dominatrice e che termina con lei che urla "Fottimi cannibale! Fottimi!". La ritroviamo nella possente "Black Emanuelle Goes To Hell", nella più lenta ma monilitica "Orgia rituale", nei nove minuti con contaminazioni elettroniche di "El Queso Del Diablo" o nei ritmi doom di "Il simbolo di Kito".
Come fosse un "intruso", c'è anche spazio per una citazione di Fantozzi; "Delitto all'Ippopotamo" rievoca sia il genere poliziottesco che la commedia e ricorda l'esilarante scena de "Il Secondo Tragico Fantozzi", in cui il geometra Calboni, insieme a Fantozzi e Filini, ordina da bere "tre scotches" nel locale "L'Ippopotamo".

Buon secondo album per i Kotiomkin che, pur nei limiti di un genere estremamente citazionista e derivativo (sai già quello che ti aspetta), non stanca ma resta sempre coinvolgente e attuale.

(10/09/2016)



  • Tracklist
  1. Delitto all'Ippopotamo
  2. Emanuelle: fotoreporter disinibita
  3. Prunella Ballor
  4. Il simbolo di Kito
  5. O'Hara "L'albino"
  6. El Queso Del Diablo
  7. Orgia rituale
  8. Black Emanuelle Goes To Hell




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