The 1975 sono tornati tre anni dopo l'omonimo album di debutto, e l'hanno fatto cercando di accontentare proprio tutti. "I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It" è l'ultima fatica della band di Manchester: diciassette tracce, diciannove nella
target edition, per un caleidoscopio di sonorità, generi musicali e vibrazioni provenienti dall'indie-rock, dal synth-pop, dal funk e più in generale dalla voglia di sperimentare nuovi modi per raccontare storie di vita ed esperienze, puntando anche su pezzi strumentali o con testi minimali.
Già dal titolo ("Mi piace quando dormi, perché sei così bella e al tempo stesso inconsapevole di esserlo") si intuisce che il tema principale è quello amoroso, in tutte le sue sfumature: si passa da canzoni romantiche in stile
boy band, come "Paris", a pezzi più malinconici come "A Change Of Heart", quinto singolo estratto dopo "Love Me", "UGH!", "The Sound" e "Somebody Else".
Questi cinque brani scelti per promuovere l'album sono significativi al fine di riassumere l'intero orientamento musicale, altalenante sia per umori che per ritmi: si parte con il funky di "Love Me", cui seguono la psicologica ed elettronica "UGH!" e la ballata, perfetta per le radio, "The Sound". Chiudono le tormentate "Somebody Else" e "A Change Of Heart": entrambe caratterizzate da un ritmo che si ripete pressoché uguale per tutta la durata della canzone, raccontano rispettivamente il tradimento e l'abbandono e le varie fasi di un disinnamoramento.
Proprio "UGH!" è la testimonianza di un amore inteso talvolta come "debole" per le droghe: si tratta di un'allegra e ritmata confessione del cantante Matthew Healy riguardo alla sua (da tempo superata) dipendenza dalla cocaina. Nel testo sono sottolineati le controindicazioni e i disagi cui va incontro chi fa uso di questa sostanza, nonché i tentativi di uscire dal tunnel e "ripulirsi". Anche "The Ballad Of Me And My Brain" è un pezzo autobiografico che parla di debolezze: Healy affronta le conseguenze della fama sulla sua salute mentale, attraverso un delirante percorso alla ricerca del cervello perduto.
Per quanto riguarda i pezzi strumentali, "Please Be Naked" è sicuramente il più introspettivo e completo: malinconico e struggente, fonde le note al pianoforte con suoni elettronici, in un progressivo crescendo che fa pensare a un momento di intimità e condivisione tra due persone; parte lentamente per poi prendere vita verso la metà e concludersi con una melodia dolce ma allo stesso tempo decisa.
Nel groviglio di suoni che è "I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It" si possono captare influenze derivanti dai
Panic! At The Disco più malinconici, dagli
M83 (in particolare per l'uso del sax in pezzi come "This Must Be My Dream") dal synth-pop dei
Passion Pit e dalla dance anni 80 stile
David Byrne. Un lavoro eterogeneo che propone un tuffo nella realtà di tutti i giorni: le dipendenze, la solitudine, la religione, la follia, ma lo fa in maniera quasi sempre leggera e scherzosa, smorzando anche gli argomenti più profondi con battute, considerato il contesto, spesso fuori luogo.
Rimane la perplessità riguardo alla durata: richiedere settantacinque minuti di attenzione è forse un po' troppo presuntuoso, nonostante si tratti, tutto sommato, di un disco piacevole da ascoltare e indicato soprattutto per i lunghi viaggi in auto o come sottofondo nelle sere d'estate.