Bellini

Before The Day Has Gone

2018 (Temporary Residence)
math-rock, noise

Nove anni sono trascorsi dall’ultimo album dei Bellini: formazione italo-americana messa in piedi nel 2001 dai due Uzeda Giovanna Cacciola (voce) e Agostino Tillotta (chitarra), insieme a Damon Che (Don Caballero, Speaking Canaries). Successivamente, con l’ingresso del bassista Matthew Taylor e di Alexis Fleisig (Girls Against Boys, Soulside, Paramount Style) al posto del dimissionario Damon Che, la band ha trovato l’assetto giusto per portare sui palchi la sua personale visione math-noise-rock.

Dopo un lungo periodo di silenzio, e mentre gli Uzeda tornano a calcare le scene per celebrare i trent’anni di attività, per i Bellini sembra essere arrivato il momento giusto per consolidare un progetto ritenuto fino ad ora collaterale alla formazione madre siciliana.
Ripristinato il team del precedente “The Precious Prize Of Gravity” (incluso il produttore Steve Albini), i quattro musicisti restano fedeli al loro stile, in bilico tra ritmi discordanti e melodie fluttuanti e minimali, lasciando sempre un po’ di spazio a quell’estrosità strumentale che ha reso famosa la formazione anche fuori dai confini italici.
La tipica energia hardcore agita le interessanti evoluzioni di “Clementine Peels”, mentre il ritmo serrato e quasi scorbutico di “Being Married” e l’incandescente apertura di “Greek Fire” sottolineano lo stato di salute della band, rinverdendo il fascino degli esordi.

D’altro canto un leggero autocompiacimento smorza in parte i toni, uniformando eccessivamente le composizioni e le pur interessanti variabili dell’album. Soffrono infatti di una scrittura non del tutto soddisfacente il riff pop-rock di “Right Before”, il graffio punk di “Plumber’s Foxtrot”, l’ottima performance chitarristica in “Whales In Space” e il poco riuscito tentativo di alleggerire l’atmosfera di “Il Maestro/If I Could Say”, che tra sprazzi noise alla Sonic Youth introduce uno squarcio melodico poco convincente e quasi scolastico.

La verità è che il marchio di Steve Albini è troppo caratterizzante, al punto che il nuovo disco della formazione italo-americana sembra una versione aggiornata degli Shellac, elemento che fa sì che “Before The Day Has Gone” risulti trascinante o deludente, in virtù della personale devozione a un determinato sound. Troppo poco per un disco annunciato come uno dei migliori album dell’anno in corso, infine destinato a rinverdire solo la stima nei confronti dei musicisti coinvolti nel progetto.

20/08/2018

Tracklist

  1. Greek Fire
  2. Right Before
  3. Two Ears One Mouth
  4. Clementine Peels
  5. Plumber’s Foxtrot
  6. Il Maestro/If I Could Say
  7. Being Married
  8. Slow Talker
  9. Promises
  10. Whales In Space




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