Dave Matthews Band

Come Tomorrow

2018 (Rca) | rock

In quella famiglia di band che in America riempiono le arene e in Italia vengono nominate saltuariamente, quasi per sbaglio, c’è anche la Dave Matthews Band. Perlomeno il recente "Lady Bird" - pellicola tipicamente americana, che certa America vuol raccontare - ha rispolverato uno dei più grandi successi del gruppo statunitense, "Crash Into Me", una marcetta in bilico perpetuo tra dolcezza ed erotismo. Peraltro, pochi mesi dopo la notizia della dipartita del violinista Boyd Tinsley, è arrivata anche quella del nuovo album, a quasi sei anni dall’ultima uscita. Poi, come un fulmine a ciel sereno, le accuse di molestie a Tinsley, su cui la band ha deciso di calare un velo di silenzio.

Con l’inizio dell’estate, finalmente, è arrivata anche la musica, quella loro, tra funk, fusion e pop-rock. Una big band che si affida, come un bambino con la sua fantasia, alla composizione chitarristica di Dave Matthews, attendendo che il talento di Beauford Carter – anima del gruppo tanto quanto il leader – faccia il resto, ricamando tempi e controtempi di matrice jazz, manco fosse Pollock dinanzi al bianco di una tela intonsa.
A conti fatti, “Come Tomorrow” è una sorta di “Some Devil” più corposo e assistito dalla band, o meglio, un ibrido che si avvicina molto allo spirito dell’unico album da solista di Dave Matthews, pur mantenendo la potenza della formazione completa. Gli strumenti fanno spesso un passo indietro per lasciare più respiro alla voce di Dave e al suo songwriting, che cattura – un po’ com’è sempre stato – un pubblico più adulto che giovane e quando giovane, non di certo adolescenziale, salvo dovute eccezione (e "Lady Bird" insegna).
Quasi come un concept sulla figura femminile, “Come Tomorrow” si districa concettualmente tra celebrazioni alla figlia appena nata (“Samurai Cop” e forse “Virginia In The Rain”), odi alla madre (“Again, Again”) e all'amore nel suo significato più ordinario (“Can't Stop”, “Here On Out”, “That Girl Is You”).

Il nodo da sciogliere per giudicare l’ultimo lavoro della Dave Matthews Band sta nel capire se l'immediatezza che lo contraddistingue sia figlia di una povertà d’idee o il risultato di una mera esigenza artistica. Già, perché “Come Tomorrow”, senza ombra di dubbio, è uno degli album più orecchiabili dell’intera discografia della band, se non il più accessibile. “Samurai Cop (Oh Joy Begin)”, in apertura, ne è la prova tangibile con il suo vorticoso andamento, chiuso su sé stesso, ma a favore di arena, imbrattato con i colori di Chris Martin e vestito con gli occhiali da sole di Bono Vox.
Se la canzone d’apertura finisce appena pochi metri più in là rispetto a dove è partita, il groove di “Can’t Stop” fa di tutto per riavvolgere il nastro del tempo, come a dimostrare che i 24 anni di “Under the Table And Dreaming” sono solamente una grossa bugia.
“Is it ok if I call you mine/ from here on out/ as if I could ever stop?” biascica Dave Matthews in una “Grace Is Gone “un po’ meno dolorosa e un po’ meno country. “Here On Out” - una toccante ballata in punta di piedi e di polpastrelli, impreziosita da un delizioso contrappunto di violini e contrabbasso - è l’aletta di sovracoperta di questo libro che dura quasi un'ora e che parla della donna con quel rispetto devozionale che si riserva solo a chi aulisce sacralità.

Non passi tuttavia l'idea che “Come Tomorrow” sia un album scevro da punti deboli: la scanzonata “That Girl Is You” si morde la coda spolverando un falsetto forzato e a tratti fastidioso, poco prima che “She” ammicchi senza troppo pudore al rock più dozzinale. rievocando i fantasmi del deludente "Everyday". La cosa straordinaria è che, nonostante questo, tutto riesce a stare in piedi con un aplomb e una coerenza sonora invidiabili, che sono anche merito dello "staff" nascosto in cabina di regia, ossia la produzione d’eccellenza di John Alagía, Rob Cavallo, Rob Evans e Mark Batson. A detta di quest’ultimo, la Dave Matthews Band è viva più che mai e nel suo ultimo disco è riuscita persino a includere un perfetto compendio di ciò che la sua musica rappresenta. Questo compendio si chiama “Idea Of you”, che riprende i primi secondi di una loro esecuzione dal vivo. È partita da Rashawn Ross (fiati) l’idea di cristallizare la canzone sul disco così come è sempre stata suonata dal vivo, estrapolando l’incipit da un video caricato su YouTube.
"Again Again"- sorta sulle ceneri di alcune rare elucubrazioni pianistiche di Dave Matthews - è una creatura che per metà appartiene anche a Rob Cavallo, il quale la definisce nientemeno che "gloriosa" nella sua apertura melodica.

La canzone che dà il titolo all'album, nella seconda metà, ospita una voce femminile che lo stesso Dave Matthews in passato ha voluto promuovere con ardore. Si tratta di Brandi Carlile e ascoltando il suo ultimo "By The Way, I Forgive You", il fatto non dovrebbe neanche sorprendere troppo. La Carlile appartiene a quella fetta di artisti americani che preferisce proseguire il percorso su solchi già tracciati dalla tradizione e dagli antenati musicali, a sacrificio dell'innovazione, ma in onore dell'emozione e dello stile, due componenti che non mancano neppure all'ultimo lavoro della Dave Matthews Band. "Come Tomorrow" non solo si lascia ascoltare, ma anche amare e il fatto che succeda dopo pochissimi ascolti non toglie nulla al merito, semmai aggiunge.

(08/08/2018)



  • Tracklist
  1. Samurai Cop (Oh Joy Begin)
  2. Can't Stop
  3. Here On Out
  4. That Girl Is You
  5. She
  6. Idea of You
  7. Virginia in the Rain
  8. Again and Again
  9. bkdkdkdd
  10. Black and Blue Bird
  11. Come On Come On
  12. Do You Remember
  13. Come Tomorrow
  14. When I'm Weary


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