Slaves

Acts Of Fear And Love

2018 (Virgin Emi) | garage-punk

Quando nel 2015 gli Slaves pubblicarono il loro primo Lp intitolato “Are You Satisfied?” erano già delle star, perlomeno in Uk. Il loro Ep del 2012 “Sugar Coated Bitter Truth” era stato un successo e gli fecero seguito tre anni di live energici e travolgenti, esibizioni fisiche e sudate che lasciarono presto le bettole del Kent per raggiungere i palcoscenici dei maggiori festival inglesi. Va da sé quanto in questi tre anni il pubblico e l’hype intorno al duo di Tonbridge si erano gonfiati dismisura, per poi ridimensionarsi dopo l’uscita del sopracitato full length. La risposta alla domanda del suo titolo non poté infatti che essere un deciso, sonoro no. “Cheer Up London” è un gran bel singolo ed era accompagnato da un video molto divertente, così come buoni sono un altro paio di pezzi, ma il resto di quella collezione di brevi brani garage-punk, una volta estrapolato dall’habitat live, suona piuttosto fiacco, banale e fuori contesto.
“Take Control” del 2016 fece ancora peggio, confermando interamente quanto paventato da molti al loro debutto. Brutti, sporchi e tatuati come sono, Isaac Holman (voce e batteria) e Laurie Vincent (voce e chitarra) sono due animali da palcoscenico, due furie punk come non se ne vedevano da tempo, ma scrivere canzoni non fa propriamente per loro.

“Acts Of Fear And Love” prova a smentire – e in parte smentisce - questo assunto, consegnando una varietà di toni e stili che dagli Slaves non si sarebbero aspettati in molti. “The Lives They Wish They Had”, la più ballabile “Cut And Run” e quel carro armato alla Royal Blood intitolato “Artificial Intelligence” già arricchiscono il tradizionale linguaggio punk rock degli Slaves di sfumature e trovate produttive inedite, ma le novità non si esauriscono con questa maggiore attenzione in sede di registrazione. “Daddy” è ad esempio una dolce filastrocchetta spoglia di rumore e pulsioni punk, mentre “Chokehold” riesce ad allineare sguaiate strofe punk a un andamento della chitarra addirittura strokesiano.
Molto riuscita anche la dinamica della speranzosa title track – probabilmente il miglior pezzo mai realizzato dal duo, almeno da un punto di vista lirico - ottenuta alternando lo spoken word sottotono delle strofe a violente e sgolate botte di chitarra e voce. Non va così bene in episodi come “Bugs”, “Magnolia” e “Photo Opportunity”, dove l’inedita voglia degli Slaves di rinnovare la propria formula ingarbuglia momenti in cui avrebbe giovato una maggiore concisione.

Insomma, “Acts Of Fear And Love” è meglio di qualsiasi cosa gli Slaves abbiano pubblicato finora, ma comunque non abbastanza da farceli rivalutare del tutto. Se Isac e Laurie davvero vogliono essere qualcosa in più che un buon numero da palinsesto pomeridiano per festival estivi, mero antipasto per le più succose portate serali, per la loro quarta prova dovranno alzare ulteriormente l’asticella.

(23/08/2018)

  • Tracklist
  1. The Lives They Wish They Had
  2. Cut and Run
  3. Bugs
  4. Magnolia
  5. Daddy
  6. Chokehold
  7. Photo Opportunity
  8. Artificial Intelligence
  9. Acts of Fear and Love


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