Wovoka Gentle

Start Clanging Cymbals

2019 (Nude/The Orchard) | psych-folk, alt-pop

Un esordio fermentato nel tempo, quello del trio londinese: tre anni di sperimentazioni, progetti musicali legati a rappresentazioni teatrali e performance art, e infine tre Ep che hanno anticipato un’originale mistura di dream-pop e psych-folk. I Wovoka Gentle con “Start Clanging Cymbals” assemblano un mega-blob sonoro, un flusso impetuoso che trascina un ricco ed estroverso campionario di suggestioni e metodologie di scrittura. Tredici tracce che formano un collage dalle connotazioni amabilmente ambigue: le connotazioni elettroniche e psichedeliche sono in costante bilico tra passato e presente, senza mai scadere nel convenzionale.

Abili creatori di melodie folk-pop, i Wovoka Gentle affidano il fascino delle loro canzoni alla forza straniante del surrealismo lirico e sonoro, tra strappi melodici degni del miglior art-pop anni 80 modellati a suon di voci, synth e folk  (“Small Victory”), brani infettati di psichedelia e prog (“Salient Point”) e scanzonati brani electro-pop mascherati da scampoli di noise (“1,000 Opera Singers Working In Starbucks”: pezzo incluso nella colonna sonora del gioco FIFA 19).
E’ un continuo alternarsi di stili e richiami, modellato con una pletora di strumenti, voci (due femminili e una maschile) e curiose manipolazioni in fase di produzione, spesso più psicotiche che psichedeliche. “Start Clanging Cymbals” è un autentico luna park: i tre musicisti offrono una personale visione del linguaggio pop/rock degli ultimi 60 anni, ed ecco citazioni dei Beatles che richiamano i Beach Boys, che a loro volta citano gli Abba (“Peculiar Form Of Sleep (Tiresias Theban)”), o sognanti fughe psichedeliche che rubano profondità al progressive e depredano l’imprevedibilità al Canterbury (“Gennesaret”).

I Wovoka Gentle non sono i primi, né saranno gli ultimi, a giocare con la frammentarietà della musica pop e rock. Sono solo un po’ più audaci, e spesso la memoria va ai primi Dirty Projectors, in particolar modo quando il trio accenna un pizzico di drum’n’bass disturbato da un sax e da graffi elettronici (“Punxsutawney Phil”). Al di là delle tante digressioni di stile, l’album cattura anche quello spirito art-rock che negli anni 80 Kate Bush e Cocteau Twins elevarono allo stato dell’arte. Con quest'attitudine i Wovoka Gentle si avventurano in oscure tribolazioni notturne in “Sin Is Crouching At Your Door (Sad Puppy !!!1!)", disorientando ulteriormente l’ascoltatore con una ballata folk-blues nobilitata dal campionamento della voce di Mahalia Jackson (“Tell ‘Em Makoto!”).

Alfine il trio esce vincitore dal difficile duello tra ambizione e buoni propositi, lambendo vertici espressivi che nel campo del folk psichedelico erano stati appannaggio solo dell’Incredible String Band: si ascolti a tal proposito l’effimero e trasognato folk di “Oystercatcher”, intessuto con trame di fingerpicking, orchestrazioni alterate elettronicamente, modalità armoniche da colonna sonora e oniriche fughe a base di clarinetto e altri esotismi sonori.
Merita infine una citazione la presenza dei bambini del Kids Club Kampala Children's Choir, un progetto musicale/didattico che si occupa di orfani e minori abbandonati, autentici protagonisti della deliziosa “Xerxes ’19”, ulteriore tassello di un disco stimolante e molto promettente.

(17/07/2019)



  • Tracklist
  1. Salient Point
  2. Punxsutawney Phil
  3. Small Victory    
  4. [I Saw A Bright White Light]
  5. 1,000 Opera Singers Working In Starbucks
  6. Peculiar Form Of Sleep (Tiresias Theban)
  7. [It’s All OK]
  8. Gennesaret
  9. Tell ‘Em Makoto!
  10. Oystercatcher
  11. Xerxes ’19
  12. [“Josh, Shout Something!”]    
  13. Sin Is Crouching At Your Door (Sad Puppy !!!1!)   




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