Akhlys

MelinoŽ

2020 (Debemur Morti Productions) | black metal, dark-ambient

Negli ultimi tempi la scena black metal del Colorado ci ha regalato discrete soddisfazioni: possiamo menzionare i Wayfarer (da Denver, capaci di fondere il post-black con l’affascinante immaginario western del passato americano), così come altre proposte molto più cupe e claustrofobiche come quella degli Aoratos, dei Bestia Arcana o dei più longevi e conosciuti Nightbringer. Proprio questi ultimi nomi hanno in comune alcuni componenti, tra cui il vocalist Naas Alcameth, unico membro fondatore di Akhlys, inizialmente da lui pensato come un semplice side-project. Il cerchio dunque si chiude qui, nonostante questo “Melinoë” sia destinato ad aprirne un altro, forse molto più grande e imponente.

Se il lontano esordio (“Supplication”) è pura dark-ambient densa di atmosfere sulfuree, è con il recente “The Dreaming I” (2015) che il progetto inizia a scivolare negli orrori di un black metal nero come la pece. Un sound sinistro, opprimente e velenoso (non a caso Acli nella mitologia greca era la divinità dei veleni e la personificazione della tristezza), capace di trovare la sua definitiva consacrazione con questo eccelso “Melinoë”.
Il salto di qualità era già emerso dall’ascolto delle prime due tracce uscite in anteprima, “Pnigalion” (con i suoi tredici minuti scarsi di puro terrore) ed “Ephialtes”, un lamento che striscia nel buio come una serpe proveniente dagli abissi.

I restanti tre brani del lotto non fanno altro che confermare queste sensazioni più che positive, a cominciare dalla devastante “Somniloquy” (armata di un drumming impressionante), ancora black metal perfido e viperino, un morso che porta alla paralisi completa qui intesa come estasi assoluta dello spirito. “Succubare” è invece un raccapricciante intermezzo che non dimentica le radici dark-ambient di Akhlys (anche se è importante rimarcare la vena disturbante e malsana della suddetta deriva), mentre la chiusura affidata a “Incubatio” riparte sempre da queste coordinate per poi sfociare nel caos più soffocante, l’orrore definitivo che sembra dar voce a quel volto inquietante immortalato sulla copertina del disco.

Attraverso questi cinque movimenti che compongono “Melinoë”, Naas Alchameth è riuscito a far materializzare l’aldilà, spingendosi oltre l’essenza stessa dell’incubo. Un disco dunque per non dormire, diviso tra profonde suggestioni malevole e un songwriting velenoso e luciferino, destinato a scuotere le fondamenta del black metal contemporaneo.

(04/12/2020)

  • Tracklist
  1. Somniloquy
  2. Pnigalion
  3. Succubare
  4. Ephialtes
  5. Incubatio




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