Alabaster DePlume

To Cy & Lee: Instrumentals Vol. 1

2020 (International Anthem Recording Co./K7) | jazz, etno, experimental

Il potere della comunicazione, il linguaggio della musica come elemento idoneo a infrangere quelle barriere che spesso si ergono nei confronti di chi è diverso: questo è il punto di partenza del nuovo disco del sassofonista nonché polistrumentista inglese Angus Fairbairn, in arte Alabaster DePlume. Oltre alla passione per la musica il giovane di Manchester si occupa anche di persone affette da disabilità, collaborando con l’associazione di volontariato sociale Ordinary Lifestyle.

E sono proprio due pazienti della struttura Cy Lewis e Lee "Shredder" Bowman i protagonisti di questo disco. Il loro difficile percorso di socializzazione, sviluppato attraverso il potere dell’immaginazione del suono e della voce, è il cuore pulsante di “To Cy & Lee: Instrumentals Vol. 1”, un disco che raccoglie brani strumentali già pubblicati nei precedenti album e nuove composizioni nate da idee elaborate da Cy e Lee nei continui incontri con Angus Fairbairn.
Destinato anche a promuovere il nome di Alabaster DePlume fuori dai confini patri, l’album vede luce sull’etichetta International Anthem Recording Co., che ci ha già regalato quel piccolo capolavoro di spiritual jazz “The Oracle” di Angel Bat David.

L’album consolida la svolta stilistica del musicista inglese, iniziata con il quarto album “The Corner Of A Sphere”, accantonando lo stile spoken-word degli esordi in favore di una materia musicale più organica, in “To Cy & Lee: Instrumentals Vol. 1” la rinuncia all’elemento vocale (la cui presenza è circoscritta ad alcuni brevi interventi di cori femminili) è una scelta dettata anche dalla finalità del progetto, ovvero creare una musica dal potere lenitivo, terapeutico, rilassante, come la splendida copertina (Winter Hibiscus) di Raimund Wong.
Elegantemente arcaica, la musica di Alabaster De Plume sfuma dal folk celtico (“Song Of The Foundling”, “Visit Croatia”) a quello giapponese (“The Lucky Ones”), confrontandosi con l’estro dell’improvvisazione jazz (“I Hope”) e le frontiere dell’avantgarde (“Not My Ask”), coadiuvata oltre che da un fedele stuolo di musicisti già rodati, anche da Dan Danalogue Leavers dei Comet Is Coming e dal percussionista Sarathy Korwar, quest’ultimi due protagonisti degli episodi più temerari del progetto, “What's Missing” e la già citata “The Lucky Ones” (unici veri inediti del disco).

L’estrema dolcezza di “Whiskey Story Time”, dove il sax sembra una voce, il valzer barocco di “Not Now, Jesus”, il lieve tocco mistico dell’orientaleggiante “If You're Sure You Want To” completano un quadro armonico affascinante, variegato e ricco di intuizioni. Quel che rende unica la musica di Alabaster DePlume è l’approccio non solo creativo, ma anche quello legato alla pura e semplice esecuzione dei brani, il musicista è infatti noto per la particolarità dei concerti, dove coloro che entrano in scena sono scelti su un campione più ampio di strumentisti, inconsapevoli fino all’ultimo della loro eventuale presenza sul palcoscenico, una strategia che serve a creare quell’autenticità della performance, che scaturisce dall’imprevisto, dalla casualità.
Questa natura poco convenzionale della musica di Alabaster DePlume è materia rovente e delicata, la potenza comunicativa di “To Cy & Lee: Instrumentals Vol. 1” ne risente in maniera positiva.

Se l’intento era quello di regalare una musica che donasse calma e conforto, non poteva esserci proposta migliore di questo piccolo gioiellino di grazia e improvvisazione, che a volte ricorda alcune cose della vecchia etichetta Obscure, non è infatti un’idea tanto peregrina immaginare questo album del musicista inglese come il disco jazz che la Penguin Cafè Orchestra non ha mai realizzato, insomma una bella scommessa e un meritato trionfo artistico.

(14/05/2020)



  • Tracklist
  1. Visit Croatia    
  2. What's Missing    
  3. Song Of The Foundling    
  4. Whiskey Story Time    
  5. Not Now, Jesus    
  6. If You're Sure You Want To    
  7. The Lucky Ones    
  8. Why, Buzzardman, Why    
  9. Not My Ask    
  10. Turpentine    
  11. I Hope




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