Christian Scott aTunde Adjuah

Axiom

2020 (Ropeadope) | jazz-fusion, nu-jazz, afro-jazz, spiritual-jazz

Registrato il 10 marzo 2020 al Blue Note Jazz Club di New York appena prima che la quarantena da pandemia (ricordata già all'inizio del disco) interrompesse le attività concertistiche, "Axiom" testimonia il talento e la maestria di Christian Scott nelle esecuzioni dal vivo. Negli intenti di Scott, come spiegato nelle interviste, il titolo dell'album fa riferimento al fatto che gli assiomi servano come punti di partenza per proseguire con ulteriori ragionamenti.

Gran parte della scaletta proviene dagli ultimi album, ma il musicista americano ridimensiona il ruolo dell'aspetto più etno-atmosferico e degli inserti elettronici per proporre un suono più caldo che ricorda il Miles Davis del periodo elettrico.
Ciò non vuol dire che non ci sia atmosfericità, anzi, soprattutto in brani come come "Incarnation" (scandita dalle irresistibili percussioni d'accompagnamento al duetto tra il meraviglioso flauto di Elena Pinderhughes e la tromba di Christian Scott) o "Huntress" (composta dalla madre di Scott e condotta da tenui sintetizzatori dai suoni spaziali abbinati a influenze trap e nuovamente al pervasivo flauto) si mette in mostra il lato migliore di Scott. Ma tale atmosfericità è messa al servizio della capacità espressiva dei musicisti e del feeling trasmesso dalla variopinta strumentazione, anziché indugiare in soundscape su cui porre il resto come accompagnamento come nella Centennial Trilogy.

L'esibizione mostra un Christian Scott intenso e carismatico. La cover di "Guinnevere" - originariamente scritta da David Crosby, ma che ricorda qui l'interpretazione che ne diede proprio Davis in "Circle In The Round" in una versione più spedita - sprigiona brio grazie soprattutto alla sua tromba infuocata, nonché ai virtuosismi di tastiera, ma tutta la formazione lungo il disco trova spazio e gli strumenti sono in equilibrio fra di loro.

L'iniziale "I Own The Night" riprende tutta la sua oscurità, squarciata dalla bruciante tromba. "Songs She Never Heard" dismette in parte il crescendo intenso (comunque presente nell'assolo di percussioni finale) della versione studio per lasciarsi guidare dal dolce e cullante flauto immerso nei battiti esotici e nel pianoforte lounge. Dal capolavoro "Stretch Music" del 2015 provengono tre brani: "Sunrise In Beijing" acquista un colore più cupo grazie alle percussioni dal vivo e alla maggiore presenza del flauto di Pinderhuges che riempie gli spazi; "The Last Chieftain" è spumeggiante e appassionata; "West Of The West" viene introdotta da un giocoso assolo di tastiera di Lawrence Fields e dismette le chitarre dell'originale per farsi trascinare dall'entusiasmante sassofono di Alex Han.
Escludendo le bonus tracks della versione deluxe disponibile su Bandcamp, il disco si conclude con "Diaspora" che catapulta tra suoni tribali, eterei ed esotici mescolati a effettistica quasi hip-hop.

Potente, avvolgente ed espressivo, "Axiom" è il terzo album dal vivo di Scott ma il primo incentrato sul suo nuovo percorso sonoro e sull'idea di "stretching music", che a questo turno mette bene a fuoco, condensando fra loro influenze, stili e linguaggi sonori provenienti da differenti tradizioni musicali. Il risultato non delude, anzi, riesce a rinvigorire anche gli aspetti più deboli delle sue più recenti e ambiziose sperimentazioni e a esaltarne i pregi.

(04/01/2021)



  • Tracklist
  1. X. Adjuah (I Own the Night)
  2. The Last Chieftain (for Big Chiefs Donald Harrison Sr. & Jr.)
  3. Guinnevere
  4. Songs She Never Heard
  5. Sunrise in Beijing
  6. Huntress (for Cara)
  7. Incarnation (Chief Adjuah - Idi of Xodokan)
  8. West of the West
  9. Diaspora
  10. Introductions
  11. Guinnevere [alt take]
  12. The Last Chieftain (for Big Chiefs Donald Harrison Sr. & Jr.) [alt take]
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