Dente

Dente

2020 (Inri, Metatron, Picicca Dischi, Artist First) | indie-pop

Sono passati quasi tre lustri da quando Giuseppe Peveri, celato sotto il ben più famoso pseudonimo di Dente, ha esordito nel panorama musicale italiano con quel piccolo gioiellino "casalingo" intitolato "Anice in bocca", dove le espressioni interiori, le emozioni forti, le reazioni surreali erano magicamente descritte grazie a ricercati accostamenti lessicali intriganti e sapienti, appoggiati su un piano musicale quasi totalmente acustico. Su questo stile si è sviluppata negli anni la produzione artistica di Dente, sempre molto qualitativa e dedicata a descrivere fatti di vita reale. Intime riflessioni sul vissuto, sul quotidiano dell'essere umano, hanno veicolato l'artista verso la categoria dei primi "padri nobili" del cosiddetto "neo-indie italiano".

Il disco dato ora alle stampe, dal titolo omonimo (non è un caso, come non lo è l'aver usato per la prima volta il proprio mezzo busto per l'immagine di copertina), comunica l'espressa volontà di tracciare un nuovo inizio artistico. È come se il cantautore emiliano volesse scrollarsi di dosso vecchi retaggi da "chansonnier malinconico e fuori sesto" per atterrare su un pianeta più sicuro e riconciliato col mondo. A dire il vero, il tratto distintivo e peculiare dei contenuti resta a tratti evidente, ma è una certa scorrevolezza e scioltezza di fondo che ne distingue la nuova proposta. Le talentuose e intriganti sofisticazioni metriche, con le quali Dente aveva catturato i fruitori, lasciano ora maggior spazio alle considerazioni e alle riflessioni. Anche la prospettiva musicale è decisamente diversa. La virata attuale di Dente è di maggior orecchiabilità, anche delle melodie che posso definirsi meno di "nicchia" ma più mainstream. Fa capolino un maggior utilizzo del pianoforte e soprattutto la chitarra elettrica in luogo della tanto amata "acustica".
L'uso dell'elettronica fa ingresso dalla porta principale e forse per la prima volta nel vivo della produzione. Il lavoro compiuto da una nuova squadra di collaboratori - gli arrangiamenti di Federico Laini e Simone Chiarolini e la produzione di Matteo Cantaluppi (già con TheGiornalisti, Ex-Otago, Bugo e Gabbani) - ha fornito ai brani maggior riconoscibilità, con comparsa di luminosi refrain. Come capita in questi casi, i fan della prima ora storceranno un po' il naso, per la direzione più "commerciale" del lavoro.

Non è eccessivo parlare di "svolta artistica". Prevale una coraggiosa capacità di trasformare in modo più accessibile l'esclusività del proprio stile. Il rovescio della medaglia è che il lavoro non è esente da pecche o situazioni non perfettamente riuscite. Dente, con questo disco, si è inserito e uniformato troppo al filone classico e più lineare del neo-cantautorato italiano. Echi di Ex-Otago, TheGiornalisti, Brunori SAS, Canova ma soprattutto I Cani si scorgono troppo frequentemente, snaturando l'essenziale peculiarità e storica riconoscibilità della proposta. È una scelta ponderata e non una casualità, ed è altrettanto plausibile che la mossa possa portare all'artista un ampliamento del parterre di seguaci ma il rischio che possano staccarsi alcuni adepti della prima ora non è escluso.

Brani invitanti quali "Anche se non voglio", "Adieu", "Cose dell'altro mondo" sono stati scelti come singoli apripista, ma anche pezzi come "Non te lo dico" e "Sarà la musica" possiedono ritmo e ritornelli orecchiabili e di presa, certamente inedita per il repertorio dell'artista.
"La mia vita precedente" è il manifesto più centrato di questa nuova filosofia. Se l'idea è quella di "catturare" allora ecco come farlo in modo riuscito.
"...E chissà come sarò tra 100 anni, cosa farò?...", piccolo estratto dall'amabile "Tra 100 anni", è un altro momento stimolante e tra quelli più radiofonici.
Restano però i brani più riflessivi e intimi, seppur anch'essi agghindati in questa nuova veste, quelli più riusciti: "Non cambio mai" - "...perché non cambio mai, come gli altri/ Perché non cambio mai come fanno tutti quanti intorno a me..." o come "Trasparente" - "...io ti dirò come essere trasparente agli occhi della gente".

Questo nuovo percorso di Dente è iniziato con numerosi "chiari" ma anche diversi "scuri". Le indiscusse doti del cantautore emiliano devono essere amalgamate con più originalità, all'interno di questo nuovo mondo fatto di atmosfere accattivanti e di presa rapida. Restano però i momenti più vicini all'esordio, quelli che si lasciano preferire con maggior compiutezza. Nella ricerca di melodie più eccitanti, sembra perdersi imprudentemente quella dolorosa, pungente e intima ferita esistenziale che alimentava, con esito positivo, la formula con la quale Dente ha guadagnato la ribalta. È una nuova direzione che deve essere indubbiamente portata avanti ma senza offuscare il pregevole e autentico passato.

(23/05/2020)

  • Tracklist
  1. Anche se non voglio
  2. Adieu
  3. Tra 100 anni
  4. Cose dell'altro mondo
  5. Sarà la musica
  6. Trasparente
  7. L'ago della bussola
  8. Non te lo dico
  9. Paura di niente
  10. La mia vita precedente
  11. Non cambio mai
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