Gregory Uhlmann

Neighborhood Watch

2020 (Topshelf) | alt-folk-rock, psych-folk

Prodotto della Los Angeles più sghemba, Gregory Uhlmann torna con un album decisamente più elaborato e collettivo di “Odd Job”, suo esordio di quattro anni fa. Il tono crepuscolare, di ora incerta e insieme colloquiale di “Neighborhood Watch” ricorda quello di “Singing Saw” di Kevin Morby (“Coupon”). Particolare anche l’appaiamento con la Topshelf, che qui si muove un po’ al di fuori delle sue coordinate consuete (“Spice Girls” tra le concessioni a un cantautorato più anni 90).

Certamente lo sforzo collettivo nell’arrangiare il disco, colorato di una foschia fatta di smog allucinogeno (“Benny”), o di un torpore chiazzato di improvvisi lampi (“DNA”, “Bed”), è molto percepibile e si avvale di tutte le collaborazioni che Gregory ha accumulato negli anni, dando a “Neighborhood Watch” un carattere eclettico e cangiante. Vi sono infatti anche brani contemplativi, appena accennati, come “Santa Fe”, che ricorda la scena di New York State di Will Stratton e Thomas Bartlett, mentre la title track, la traccia più lineare, delizia con le sue ampie pennellate di archi.

In generale, un compendio ricercato e riuscito di un artista ormai esperto e dall’ispirazione vivida.

(04/08/2020)



  • Tracklist
  1. Coupon
  2. Spice Girls
  3. Santa Fe
  4. Bed
  5. DNA
  6. Benny
  7. Neighborhood Watch
  8. Cool Breeze
  9. Hourglass
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