John Howard

To The Left Of The Moon’s Reflection

2020 (Kool Kat) | folk, pop

Contraddicendo una regola abbastanza consolidata negli ultimi anni, il ritorno in scena di John Howard non è stato salutato con la stessa enfasi che ha accompagnato altri musicisti che, al suo pari, sono diventati oggetto di culto tra i collezionisti. Nonostante tutto, la ristampa dell’esordio del 1975 “Kid In A Big World” (salutata con 5 stelle da Uncut) ha permesso al cantautore di riprendere il discorso interrotto bruscamente, portando alla luce il costante impegno dell’artista nel mondo della musica, cadenzato dalla pubblicazione di alcuni singoli e da una lunga serie di registrazioni rimaste inedite fino alla recente pubblicazione in vari formati fisici.

Il clamore critico suscitato da "John Howard & The Night Mail" (2015) e "Across The Door Sill" (2016) non ha stimolato più di tanto la curiosità del pubblico. Solo con il passaggio all’etichetta You Are The Cosmos, e la successiva ristampa di parte del catalogo e la pubblicazione dell’ottimo “Cut The Wire”, il nome di John Howard ha finalmente ottenuto una maggiore attenzione.
Nel nuovo album. “To The Left Of The Moon’s Reflection”, il pianista e autore inglese continua a prediligere le logiche del pop, con uno sguardo al passato privo di nostalgia.

Grazia ed eleganza caratterizzano un fragile chamber-pop ricco di dettagli, tra sognanti tempi di valzer (“And Another Day”), romanticherie da cartolina turistica (“Echoes Of Pauline”), magiche filastrocche circensi perfette per un film di Federico Fellini (“My Patient Heart”, “I'm Over You”), e delizie pop dall’inconsueta bellezza (“Injuries Sustained In Surviving”).
Anche i testi restano ancorati a uno stile narrativo naif, animato da personaggi e storie quotidiane tratteggiati con colori e sfumature che tradiscono un flebile sentimentalismo (“Illusions Of Happiness”).

Da qui prendono spunto le canzoni anche le canzoni più accorate e ispirate di  “To The Left Of The Moon’s Reflection”, melodie che potrebbero trovare posto vicino ad alcune delle pagine più incantevoli di Harry Nilsson (“Outlines”, “Centuries”) o perfino di Roy Harper (“Chime”, “Water”), tracce alle quali spetta peraltro il compito di rendere più palese l’intensità emotiva di un album che resta sempre piacevolmente discreto e mai invadente: dieci canzoni, dieci semi che crescono pian piano fino a mostrare tutta la loro livrea. Un incanto fiabesco che vi rapirà.

(25/09/2020)



  • Tracklist
  1. And Another Day
  2. Echoes Of Pauline
  3. I'm Over You
  4. My Patient Heart
  5. Outlines
  6. Chime
  7. Injuries Sustained In Surviving
  8. Centuries
  9. Illusions Of Happiness 
  10. Water




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