John Howard & The Night Mail

John Howard & The Night Mail

2015 (Tapete) | songwriter, pop

La storia la scrive chi vince o chi ha sostenuto i vincitori, ma ogni racconto, ogni istante del nostro passato nasconde piccole realtà dove la sconfitta persegue il giusto. Quando il manager della Cbs Paul Phillips puntò molte delle sue risorse sul talento del giovane John Howard, sapeva di non aver commesso errori di valutazione: l’esordio del 1975 “Kid In A Big World” era un gioiellino che tra pop-folk e schegge di glam esibiva almeno tre potenziali hit-single, ma la natura apertamente gay di John ne impedì perfino il passaggio radiofonico sulle maggiori stazioni radio americane.

Dopo tre tentativi con la grande etichetta americana, Howard fu inghiottito dal business musicale e realizzò un album che rimase nel cassetto fino al 2008.
La ristampa dell’esordio e un articolo a cinque stelle su Uncut hanno riportato Howard sotto i riflettori: Paul Lester lo ha definito l’anello mancante tra Noel Conward e Momus, un artista che avrebbe dato filo da torcere in quegli anni sia a David Bowie che Elton John.
Il mancato successo si è trasformato per il musicista in una piacevole possibilità di rinascita, e dal 2003 ad oggi ben 14 pubblicazioni in solo formato digitale lo hanno rimesso in gioco.
Trasferitosi col compagno in Spagna, Howard ha messo su un vero e proprio gruppo per ricominciare un discorso interrotto ma mai concluso.

I Night Mail sono Robert Rotifer alla chitarra, Andy Lewis al basso (ex-musicista di Paul Weller) e Ian Button alla batteria e percussioni (Death In Vegas e Thrashing Doves nel suo curriculum), perfetto ensemble per le raffinate ballate pianistiche dell’autore, che non sembra aver perso lo smalto dei tempi passati.
Non sono scomparse quelle progressioni liriche raffinate che 40 anni fa saranno sembrate eccessivamente malinconiche e troppo intelligenti per penetrare nel dorato mondo del pop. Anche quel leggero disincanto ironico alla Randy Newman non è svanito, anzi, si è nutrito di un leggero cinismo che accompagna spesso la tarda età.

Che John sia un abile pop-singer è evidente già dalle prime note del suo nuovo singolo “Intact & Smiling”, dove Left Banke e Billy Joel si tingono di soul per un chamber-pop dal fascino immediato e rimarchevole, o in “Thunder In Vienna “, una ballata pianistica che qui suona quasi semplice e naturale, ma che per molti altri autori sarebbe un esercizio lirico molto più complesso e artefatto.
E’ un album stimolante per un pubblico trasversale sia nei gusti che nell’età: il glam di “Control Freak”, il romanticismo alla Procol Harum di “Before”, l’affresco teatrale degno dei migliori Divine Comedy di “London’s After-Work Drinking Culture” non hanno una dimensione temporale netta.

La delicata interpretazione di un brano di Roddy Frame, “Small World”, aggiunge qualche inattesa emozione a un disco che trasuda professionalità e senso della misura, ma John si lascia trascinare ancor più dai ricordi nella superba “in The Light Of Fires Burning”, un affresco degli anni 70 privo di retorica ma ricco di afflato e intuizioni armoniche. Howard, alla maniera di Todd Rundgren, cita, anzi clona, Joe Meek, Gerry Goffin, i Beatles e Neil Sedaka, trascinandoli tra le braccia della psichedelia.
La sarcastica allegria di “Deborah Fletcher” rinnova la ferocia contro un certo tipo di donna che già agli esordi gli valse l’appellativo di misogino, ma per fortuna oggi molte donne sanno ridere di se stesse, mentre la meno intensa “This Song“ resta comunque piacevole nel suo incedere alla Gilbert O’Sullivan.

Come in un buon dolce o in una pietanza deliziosa, il meglio si trova sul fondo, con due ballate ricche di pathos e di interessanti modulazioni liriche: “Tip Of Your Shoes” e “Safety In Numbers” godono in verità anche di due testi pungenti e ricchi di riflessione, anzi credo che il ricordo più intenso di questo piccolo gioiellino di un grande artista finalmente ritrovato sia proprio una frase che apre il brano conclusivo dell’album, in cui Facebook non è altro che il muro dei cessi del ventunesimo secolo - ben detto, John.

(21/10/2015)

  • Tracklist
  1. Before
  2. Intact & Smiling
  3. In The Light Of Fires Burning
  4. London's After-Work Drinking Culture
  5. Small World
  6. Thunder In Vienna
  7. Deborah Fletcher
  8. Control Freak
  9. Safety In Numbers
  10. This Song
  11. Tip Of Your Shoe


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