Lonnie Holley

National Freedom

2020 (Jagjaguwar) | blues, experimental, world

L’arte come forma di libertà espressiva fuori da convenzioni e regole: per Lonnie Holley non esiste altro modo di rapportarsi con le proprie creazioni; che siano le sculture realizzate con materiali riciclati o le intense catarsi spirituali e musicali, non ha importanza: per l’artista originario dell’Alabama ogni atto creativo è vitale, unico, quasi selvaggio.
Mith” ha rivelato anche agli ultimi la forza e la profondità del cantore blues più audace e sperimentale dell’ultimo ventennio. Un poeta dei sentimenti più vitali e crudi della razza umana, un artista il cui mosaico creativo è ancora ricco di spazi da riempire con nuove e vecchie produzioni, come queste incisioni del 2014, frutto di una session con il compianto Richard Swift e ora disponibili in formato digitale.

“National Freedom” offre un ulteriore argomento di riflessione sull’evoluzione artistica che Lonnie Holley ha poi concretizzato nell’album “Mith”: parte di queste session hanno infatti trovato posto nell’album del 2018 (“Copying The Rock”) ed è eccitante scoprire quanta sinergia intercorresse tra i due artisti.
Cinque tracce, trentasei minuti al limite della trascendenza e del misticismo, tra blues laceri, scarni e rudimentali pronti a germogliare su groove aspri e irrequieti costruiti sui tre strumenti basilari: chitarra, basso e batteria (”Crystal Doorknob”), e inattesi slanci melodici soul/doo-wop che, al di là dell’apparente fruibilità, restano quasi incorporei come se uscissero da un sogno in bianco e nero dove Tom Waits incontra Curtis Mayfield (“Like Hell Broke Away”).

La magia del tocco di Swift non scalfisce il carattere imperscrutabile della musica di Holley, ne sottolinea tutt'al più una versatilità altrove meno percepibile, stimolando l’intuizione e lo slancio naturale, mettendo l'artista a confronto sia con le saltellati note dub di “Do T Rocker”, sia con la natura evanescente di sonorità arcaiche come quelle creata dalla kalimba, che intercettano la preghiera blues sperimentale di “In It Too Deep”.

Quando le note di piano di “So Many Rivers” aprono le porte al canto sofferto e aspro dell’artista, la magia e l’incanto saturano ogni spazio, ogni nota, ogni emozione, lasciando fuori tutto ciò che è superfluo, inutile, fallace, ingannevole, un ultimo grido dai toni ancestrali che non lascia dubbi sulla profondità di queste cinque tracce.
La libertà spirituale e artistica non ammette compromessi e Lonnie Holley non conosce altra forma espressiva se non quella della verità, dell’autenticità.

(27/08/2020)



  • Tracklist
  1. Crystal Doorknob
  2. In It Too Deep
  3. Like Hell Broke Away
  4. Do T Rocker
  5. So Many Rivers (The First Time)  


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