Orlando Weeks

A Quickening

2020 (PIAS) | songwriter, art pop

In dieci anni di attività e quattro Lp, i Maccabees si sono ritagliati un seguito importante, specialmente nel Regno Unito, che ad ogni uscita li tributava con calore e vendite. Tutto molto meritato, dacché la band di Brighton non solo era capace di scrivere belle canzoni indie-rock, ma introduceva a ogni disco corpose novità. Quando nel 2017 arrivò poi la notizia del loro prematuro scioglimento, non furono pochi, anche al di fuori dei confini inglesi, i fan che si dispiacquero.
Dei Maccabees, Orlando Weeks era il cantante e, insieme al chitarrista Hugo White, uno degli uomini-chiave. Chiunque si aspetti da questo esordio solista un disco in linea con l'eclettismo elettrico della band rimarrà deluso. Chi è invece alla ricerca di una decina abbondante di canzoni raffinate e sincere, o più in generale di buona musica, rimarrà piacevolmente sorpresi e appagati.

La vita di Orlando Weeks è cambiata molto negli ultimi anni, per farla semplice: è diventato papà; prima di dedicarsi a questo "A Quickening" ha finanche scritto un libro per bimbi. Questo cambiamento, la nuova quotidianità dell'ex-Maccabees si riflettono cristallinamente nel suo nuovo modo di comporre le canzoni.
Tanta è la calma, tanto sono delicate le evoluzioni e profonde le riflessioni che troviamo in questi undici brani, che piuttosto che i Maccabees, viene da pensare ai fragili Antlers di "Familiar", alle liriche sott'acqua di Robert Wyatt.
Piuttosto statici gli arrangiamenti, invece, per un disco, che rimane costantemente ancorato a strutture molto lente, fatte di eleganti note di pianoforte, leggeri interventi elettronici (il finale glitch di "Safe In Sound", l'heartbeat di "Takes A Village"), spruzzatine di fiati che fanno capolino nei brani più vivaci ("St. Thomas", "All The Things") e in quelli più brumosi ("None Too Tough", "Milk Breath"), drumming preciso, a tratti marziale, ma comunque spazzolato, soffice.

"A Quickening" è un disco molto uniforme, composto di suoni discreti, ma mai banali, fini a risaltare i pensieri sussurrati e commossi del cantautore e giovane papà. Uniformi sono però anche la qualità e la raffinatezza, che puntano decisamente verso l'alto.
In una breve rassegna di must listen, vanno certamente segnalata la delicatissima opener "Milk Breath", tutta dedicata al figliolo, immersa in una fragile bolla d'affetto e alito di latte, i magnifici paesaggi di "Takes A Village", la vibrante e jazzata "All The Things", gli svolazzi onirici della cantante lirica che chiudono "Dream" e dunque il disco. Tutti brani che un orecchio disattento potrebbe tendere a considerare troppo simili tra loro e che invece vivono e splendono grazie a dettagli e finezze che premiano gli ascoltatori più attenti e disposti ad ascoltare queste confessioni a luce fioca.

(25/06/2020)

  • Tracklist
  1. Milk Breath
  2. Blood Sugar
  3. Safe in Sound
  4. St. Thomas'
  5. Takes a Village
  6. Moon's Opera
  7. All the Things
  8. Blame or Love or Nothing
  9. None Too Tough
  10. Summer Clothes
  11. Dream


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