Cannibal Corpse

Violence Unimagined

2021 (Metal Blade) | brutal-death-metal

Every day brings torture
Methodical pain
Slowly sawn into pieces, slowly sawn
Burning staunches torn veins
Slowly sawn
(da "Slowly Sawn")

Opera numero 15 per la band originaria di Buffalo ma trasferitasi in Florida, questo “Violence Unimagined” arriva quattro anni dopo “Red Before Black” (2017): mai era passato così tanto tempo per un nuovo lavoro in studio. La maggiore novità è lo storico produttore Erik Rutan (Nile, Malevolent Creation, Morbid Angel, Ephel Duath ecc.) come chitarrista, al posto di un Pat O’Brien invischiato in problemi legali ormai dal 2018.
Dal biennio di pandemia e da questi cambi di formazione, comunque, la band di culto per eccellenza del death-metal, da sempre impresentabile al grande pubblico per il suo immaginario violentissimo e orrorifico, ne esce tutto sommato illesa e coglie l’occasione per festeggiare i trent’anni abbondanti di carriera.

Undici brani in 43 minuti, secondo uno schema rodato e immutabile che ormai sarebbe futile modificare, per allungare l’ormai colossale elenco di sevizie raccontate nei sempre atroci testi e proseguire a macinare un death-metal formulaico ma estremamente compatto, prodotto con precisione chirurgica per assordare e annichilire.
L'apice di questa macelleria sonora da professionisti è questa volta la coppia formata da "Condemnation Contagion", inesorabile inno sanguinario colorato da un assolo melodico, e "Surround, Kill, Devour", nuovo massacro urlato con incontenibile rabbia dal mitico George "Corpsegrinder" Fisher.
Questa volta c'è la cronaca atroce di una persona che, in prima persona, descrive com'è essere segato lentamente a pezzi in "Slowly Sawn": è il momento più sadico fra tanti altri, ultimo esempio di una pornografia della tortura e della violenza fondamentale per la formazione.

Per gli appassionati d questo tipo d'estremismo è comunque un gradito ritorno sin dall'iniziale "Murderous Rampage" e fino alla conclusione con "Cerements Of The Flayed", di quelli che costringono però a chiedersi se mai arriverà un sedicesimo album e a godersi questo nuovo lavoro in studio con un pizzico di malinconia.
Per tutti gli altri, è soprattutto un’occasione per ripercorrere le gesta di una formazione ostinatamente opposta a ogni concessione commerciale, cocciutamente impegnata a fare dell’ultraviolenza sonora la propria religione. A questi ultimi, però, non si può che consigliare di rispolverare appena possibile i primi e più influenti album, quali “Eaten Back To Life” (1990), “Butchered At Birth” (1991), “Tomb Of The Mutilated” (1992), che hanno quel
quid in più proprio delle opere che hanno cambiato, pur nella loro nicchia, qualcosa per sempre.

(30/09/2021)

  • Tracklist
  1. Murderous Rampage
  2. Necrogenic Resurrection
  3. Inhumane Harvest
  4. Condemnation Contagion
  5. Surround, Kill, Devour
  6. Ritual Annihilation
  7. Follow The Blood
  8. Bound And Burned
  9. Slowly Sawn
  10. Overtorture
  11. Cerements Of The Flayed

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