Genesis Owusu

Smiling With No Teeth

2021 (House Anxiety / Ourness) | nu-soul, alt-r&b, hip-hop

All’occorrenza rappa, Genesis Owusu. Ma non è la portata principale di “Smiling With No Teeth”, come lascerebbe pensare la copertina del primo disco dell’artista ghanese di stanza a Canberra (Australia), lasciando intravedere, tra le iconiche garze che gli fasciano il volto, sfavillanti anelli e denti dorati.
Il flow sfoggiato sin da subito nella morbida ma comunque sferzante “The Other Black Dog” e poi nelle varie “Black Dogs!” e “Easy” è anche invidiabile, riconoscibile addirittura, ma rimane uno dei tanti tasselli di un puzzle decisamente complesso e sfaccettato. La varietà degli elementi messi in campo da Owusu è infatti pari soltanto alla fluidità con la quale li fa fluire in armonia, nonché alla ferocia con cui il debuttante dell’anno smembra il nemico fascista, sessista, classista e retrogrado.

Il luna-park elettronico “On The Move!” è soltanto il portone di ingresso in un universo musicale cangiante come un liquido che muta colore e riflessi al cambiare degli agenti chimici cui viene esposto. “Centrefold”, “Waitin On Ya” e “Gold Chains” sono iniezioni di funk-soul liquefatto, privato delle chitarre per inocularlo meglio, pura sensualità endovena. La title track è ancora più indolente e appiccicosa, melassa nu-soul psicotropa che ti tira dentro alle sue spire fino al finale di gospel decostruito.
Cantata in compagnia di Kirin j Callinan, “Drown” approfitta di un sample chitarristico memore di Beck e di un groove recalcitrante di basso per alzare decisamente i giri del disco; così come “Whip Cracker”, che da un rap scarno si trasforma in una scatenata danza dance-punk di discendenza DFA.

Ulteriore prova di coraggio del giovane Genesis è la scelta di chiudere il disco con tre lenti uno dopo l’altro, uno meglio dell’altro. Prima la ciondolante “A Song About Fishing”, coccolata dai riverberi quasi folk di una slide guitar, poi una “No Looking Back” che sul finale si fa infiammare da una sezione di ottoni soul, e infine i titoli di coda slow-disco di “Bye Bye”.
Difficile paragonare Genesis Owusu a qualche altro interprete degli standard musicali che visita. Certo, si notano assonanze con gli austriaci Bilderbuch, con l’alt-r&b snodato di Blood Orange e con qualcosa di Kanye West; ma prevalendo sui singoli episodi, la sua visione d’insieme fa venire in mente soprattutto altri alchimisti della musica fluida, quali King Krule e Yves Tumor che, alla stessa maniera, scorporano elementi dai generi classici per comporre una propria nuova e personalissima visione.

(28/12/2021)

  • Tracklist
  1. On the Move!
  2. The Other Black Dog
  3. Centrefold
  4. Waitin' on Ya
  5. Don't Need You
  6. Drown with Kirin J Callinan
  7. Gold Chains
  8. Smiling with No Teeth
  9. I Don't See Colour
  10. Black Dogs!
  11. Whip Cracker
  12. Easy
  13. A Song About Fishing
  14. No Looking Back
  15. Bye Bye


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