Yves Tumor

Heaven To A Tortured Mind

2020 (Warp) | new soul, electro-pop, rock

Inizia con una dichiarazione di intenti per un nuovo soul il quarto album di Yves Tumor, tra(n)sfigurazione artistica del musicista e produttore Sean Bowie: "I Think I Can Solve It/I Can Be Your All, Ain't No Problem, Baby" ("Gospel For A New Century"). "Heaven To A Tortured Mind", seconda opera uscita per casa Warp, presenta una raffica di brani micidiali di durata mediamente breve, prodotti in maniera raffinata e ricchi di refrain killer. Qui Yves Tumor si tramuta in una chimera tra il David Bowie sia glam, sia r'n'b, il Prince più rock-funk e il Beck più groovy e obliquo.

Al centro del disco, ci sono Sean Bowie e il suo persistente crossover di generi. Le sue molteplici mutazioni, che vanno oltre la maschera che veste nei videoclip e dal vivo, sono tenute insieme dalla sua personale capacità di far collimare i lembi degli stilemi e, allo stesso tempo, slabbrare e stretchare i suoni ("Identity Trade") come il Vessel di "Punish, Honey" (Tri Angle, 2014), di scaricare black beat al vetriolo ("Medicine Burn") trasfigurandoli in suoni industriali di fattura Throbbing Gristle ("Asteroid Blues").
Si passa dalla psichedelia soul dal sapore Funkadelic, con assoli di chitarra e sax che si accendono improvvisamente ("Kerosene!"), a perfetti brani soul/pop con groove irresistibili ("Identity Trade" e "Romanticist"), in cui si mimetizza perfettamente un intermezzo con fraseggi d'archi dalle traiettorie Bjork-iane ("Hasdallen Lights").

Accanto a Yves Tumor, un serie di voci femminili come Pan Daijing, Diana Gordon e quella che potremmo vedere come il suo alter ego femminile, Kelsey Lu, altrettanto conturbante e sensuale. Le ritmiche industrial sono ormai parte delle tante sfaccettature che definiscono oggi il "dark side" del soul contemporaneo di Yves Tumor, dove dall'altro lato di quella medaglia potremmo trovare il mondo visivo e sonoro di Childish Gambino, altro protagonista più "scontato" ma tutt'altro che statico.
Le sonorità darkwave, con quel tocco di rimembranza dei Cure, animano "Folie Imposée", un brano rarefatto in stile deconstructed-club, mentre in "Strawberry Priviledge" un coro iniziale, evocando Holly Herndon, fa emergere la voce in falsetto di Bowie, contrappuntata dagli interventi più dislocati ma più nitidi di Julia Cumming dei Sunflower Bean.

Dopo le atmosfere funk-blues anni 70 di "Asteroid Blues", il finale hot con la ballad "A Greater Love", tra Marvin Gaye e Prince, sigilla un album che definisce in maniera più incisiva lo stile di Yves Tumor, fissando come un dato il suo perpetuo eclettismo e la mutabilità. "Heaven To A Tortured Mind" ha forse un impatto emotivo più attenuato rispetto a "Safe In The Hands Of Love" (Warp, 2018) ma conferma la statura del musicista di Miami, che si apre in questa modalità a un pubblico collocato al di fuori del clubbing.

(09/04/2020)

  • Tracklist
  1. Gospel For A New Century
  2. Medicine Burn
  3. Identity Trade
  4. Kerosene!
  5. Hasdallen Lights
  6. Romanticist
  7. Dream Palette
  8. Super Stars
  9. Folie Imposée
  10. Strawberry Privilege
  11. Asteroid Blues
  12. A Greater Love
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