Kharące

Dakhalč

2021 (Xenoglossy) | atmospheric black-metal

Ebbene sì, anche Pantelleria gode della presenza di musicisti metal. Non saranno poi molti, ma sono più che agguerriti, pronti a dire la loro nel fervido contesto black internazionale. Marchosias, già batterista del terzetto Gelkhammar, fa parte di questo sfrontato manipolo di assalitori sonici, e con “Dakhalè” segna l'avvio del suo progetto solista a nome Kharàce, con una cinquina di brani volta a inquadrare, con grande impatto atmosferico e senso del mistero, scorci, vedute, aspetti meno conosciuti della piccola isola del Mediterraneo. Non aspettatevi comunque malinconiche riflessioni dal sapore folk, o commenti neoclassici, perché rimanere delusi è un attimo: nelle ondate nere dell'album c'è poco per quanto possa esulare da un linguaggio sporco, oltranzista, privo di qualsivoglia compromesso.
 
Siete abituati a produzioni cristalline, impeccabili, che mettono in risalto ogni singola linea sonora? In piena ottemperanza allo spirito primigenio del primo black-metal, ogni concetto di fedeltà va semplicemente a farsi benedire, la qualità della registrazione a malapena riesce a operare una distinzione tra i singoli strumenti messi in campo. Un problema? Niente affatto, dacché dai cinque movimenti emerge il ritratto di una Pantelleria lontana da ogni cartolinismo, capace di atmosfere selvagge, radure spazzate dal vento, marosi che si alzano alti sulla roccia.
Tra dammusi isolati, scale di paese e balconate illuminate dal sole (il tutto menzionato con pieno rispetto per il dialetto locale), l'arte di Kharàce allude ma non chiarisce, si esprime con la sua rovinosa imponenza, aprendo con i feroci attacchi della title track, che quasi disperdono la voce nella tormenta, alla progressione atmosferica di “Sillùmi”, in cui traspaiono parentesi doom e code ambient a seguito di riff febbrili e batterie marziali.
 
Tra fantasmi che confidano il proprio messaggio al limitare di un varco (la scura, torbidissima “Qantarah”, segnata comunque da un passo non particolarmente frenetico), stacchi ben più impetuosi (i blast che si mantengono costanti lungo tutta la durata di “Sciràfi”) e una chiusura dal tocco a suo modo epico (la struttura tripartita di “Kharàce”, che sa come operare di contrasto e sinergia tra drumming doomy, cariche a perdifiato e commiato dark-ambient) il viaggio per Pantelleria non poteva farsi più arcano ed evocativo, suggerendo visioni di un'isola ben lontana dal suo aspetto contemporaneo, per abbracciare piuttosto un immaginario ben più primigenio, istintivo. Onore a Marchosias per averci resi co-protagonisti di un simile itinerario. 

(07/04/2021)

  • Tracklist
  1. Dakhalè (Entrance)
  2. Sillùmi (Stairway)
  3. Qantarah (Bridge)
  4. Sciràfi (Balcony)
  5. Kharàce (Exit)


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