Barbara Hannigan - La donna del lago

2026 (Die Schachtel)
ambient, experimental, impro

“La Donna del Lago” è la prima opera frutto di una collaborazione a tre, presumibilmente estemporanea, tra il bassista e compositore degli Zu, Massimo Pupillo, il musicista francese David Chalmin e la soprano e direttrice d’orchestra canadese Barbara Hannigan. Un trio anomalo che mette in comunicazione mondi musicali molto diversi tra loro, dall’avant-rock degli Zu, tornati ai loro massimi livelli col recente capolavoro “Ferrum Sidereum”, alla musica lirica di Barbara Hannigan e alla commistione di classica ed elettronica di David Chalmin, che nel 2024 ha coronato, insieme a Bryce Dessner (The National, Clogs) e alle sorelle Katia e Marielle Labèque, il sogno di registrare un album per la Deutsche Grammophon (“Sonic Wires”).

 

C’è però qualcosa che unisce queste tre esperienze musicali tanto differenti ed è il desiderio di sperimentazione e la capacità di improvvisazione libera radiale. Da questi punti in comune nasce “La donna del lago”, titolo chandleriano che però non ha nulla a che fare con il grande scrittore noir Raymond Chandler, bensì è legato all’opera di Gioachino Rossini, a sua volta ispirata al poema epico di Walter Scott.
Seppur ispirata a Rossini, questa trasfigurazione ambient-elettroacustica non dà spazio ad alcuna idea di racconto lineare, ma si basa su sei lunghe improvvisazioni che coniugano momenti di pura sperimentazione astratta ad altri particolarmente tragici ed emotivi – soprattutto grazie al canto di Barbara Hannigan – che coesistono all’interno dello stesso brano (“Tazio”).

 

Tra i passaggi più drammatici, “Lalala”, una serie di monosillabi incomprensibili cantati su un muro di suono di basso e tastiere che non lascia mai alcuno spazio vuoto. “Being Beauteous” crea un ipotetico crocevia tra i suoni lugubri del compositore ungherese György Ligeti e il canto stregonesco di “Suspiria” dei Goblin. “Mezza di voce” è il brano più commovente, quasi una preghiera laica che può ricordare gli inni sacri dei Popol Vuh.

Il disco continua lungo questa traiettoria libera con lunghi momenti di stasi dove è in particolare la voce a emergere e dare un senso a un’opera che potrebbe essere un buon punto di partenza per una futura collaborazione.

Tracklist

  1. Tazio
  2. Lalala
  3. Being Beauteous
  4. Melisande
  5. Mezza di voce
  6. La donna del lago

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